Elezioni amministrative a Bronte, Leanza: "Occorre far rialzare il paese" -
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Elezioni amministrative a Bronte, Leanza: “Occorre far rialzare il paese”

Elezioni amministrative a Bronte, Leanza: “Occorre far rialzare il paese”

Consigliere comunale a Bronte,  dove è stato presidente della commissione Bilancio, candidato civico alle regionali 2017, figlio del compianto Turi Leanza (ex Sindaco e Vice Presidente della Regione), molto amato dai cittadini brontesi. All’inizio del 2019 Antonio Leanza si è dimesso da consigliere comunale per fare spazio a chi si era impegnato con successo nella sua lista, 5 anni fa, e per dedicarsi con maggiori energie ad una fase di costruzione e di riorganizzazione dell’area civica e riformista. Duro il suo giudizio sulla sindacatura Calanna.

“Purtroppo sono stato profetico e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dal punto di vista politico ha aperto una stagione di trasformismo politico, che ho fortemente criticato, degna del suo passato. Dal punto di vista amministrativo un’esperienza fallimentare, fatta di continui spot ed annunci nel vano tentativo di spacciare iniziative amministrative ordinarie con la retorica della grande e straordinaria opera  che si aspettava da decenni e che  cambierà  la vita dei cittadini.  In verità il vero assente é stata la programmazione e l’unità di misura della giunta Calanna è stata la cura della buca, senza neanche riuscire a coprirla. I brontesi non sono stupidi e non si fanno prendere in giro.  Fare il Sindaco significa mettere da parte rancori ed antipatie, una volta vinto non ha mai dismesso le vesti di galoppino elettorale del suo referente politico,  a scapito degli interessi del comune, come nel caso della C.U.C. di Bronte spostata a Pedara  per volere dell’on. Barbagallo  o quando ha bloccato una città intera e messo i tappeti rossi per la sua visita ufficiale. Una delle pagine più  ridicole della storia politica di Bronte, che ha sempre vissuto di personalità illustri e di un certo  protagonismo politico. Con Calanna la politica ha perso sempre più autorevolezza”.

– Come intende impegnarsi per Bronte?

“Ho forti sollecitazioni su una candidatura a Sindaco, ma ripeto sempre che non contribuirò mai a divisioni e strappi politici nel paese di mio padre e che ritengo anche mio. Una candidatura deve nascere da una ampia coesione politica e sociale, presupposto a mio avviso per garantire una solida ed efficace azione amministrativa. Credo sia questo il vero senso del civismo politico. Presenterò una lista civica che affonda le radici nella tradizione riformista, fortemente rinnovata per la presenza di persone della società civile e giovani. Con il mio gruppo e con Enza Meli, con la quale c’è piena condivisione politica e strategica, siamo impegnati per far si che il paese abbia una amministrazione seria, con una  classe dirigente responsabile ed all’altezza dell’alto compito di governare la città”.

– Quali sono i suoi programmi futuri?

“La prossima amministrazione deve fare rialzare Bronte e puntare sullo sviluppo economico, sul compimento di alcune infrastrutture, sul turismo, sul rafforzamento delle aree produttive per dare opportunità ai nostri giovani”.

– In quale schieramento si colloca?

“Non sono mai appartenuto ad alcun partito e segreteria politica e me ne guardo pure. Come tutti sanno, sono molto orgoglioso della mia tradizione e credo socialista”.

– Si parla di una possibile candidatura di Mario Zappia, cosa ne pensa?

“Abbiamo incontrato tutti, anche lui. Non nego la stima nei suoi confronti, però deve fare chiarezza nelle sue scelte. Credo che non si possano far dipendere scelte politiche da questioni professionali personali”.

– Anche l’ex senatore Firrarello ha annunciato la sua discesa in campo, cosa ne pensa?

“Stiamo ragionando anche con lui. Quella di Firrarello più che un annuncio alla candidatura la interpreto come una sua offerta politica. È indiscutibile, vista la sua lunga esperienza di politico ed amministratore, che sia in grado di garantire una elevata competenza nell’azione amministrativa. Condizione assoluta da parte nostra è che deve aprirsi ad un’ottica di coalizione e resistere dalla tentazione di imbarcare chiunque in nome del consenso. Io credo sempre che il terreno più fertile per far germogliare una buona amministrazione a Bronte sia l’incontro tra la tradizione democristiana e quella socialista, aperta poi al contributo della società civile”.

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