Una seduta tra accuse al vetriolo, abbandoni polemici e numeri sempre più risicati. Il Consiglio comunale del 14 aprile si è trasformato nell’ennesima cartina di tornasole di una maggioranza ormai in evidente difficoltà.
I lavori si sono aperti con appena 9 consiglieri di maggioranza presenti, segnale già di per sé fragile. Ampio spazio agli interventi preliminari, che però hanno subito acceso il clima in aula fino a provocare la reazione del consigliere Angelo Spina, che ha lasciato anzitempo i lavori in segno di protesta.
Ad incendiare definitivamente la seduta è stato l’intervento della consigliera Tania Spitaleri, che ha attaccato frontalmente il sindaco e l’assessore Giuseppe Cavallaro, coniando una definizione destinata a far discutere: “Assessore alla tuttologia, visto che va ben oltre le sue deleghe e arriva perfino a redigere note di risposta al posto del sindaco”.
Non solo. La Spitaleri ha rincarato con accuse pesanti: “Probabilmente la nota di riposta del sindaco alla stampa è frutto dell’assessore alla tuttologia Cavallaro che si è servito di chatgpt per scrivere la replica visto che sia lui che il sindaco non sono capaci di scrive in italiano correttamente”. Parole che hanno scatenato ilarità tra i presenti che a stento trattenevano le risate.
A intervenire anche il Presidente del Consiglio Giovanni Barbagallo, che ha fotografato una situazione ormai logorata: “Rilevo con dispiacere che durante le interrogazioni il sindaco latita. In quattro anni non è mai arrivata una risposta scritta. Questa è una maggioranza allo sbando, senza guida e senza visione. Evidentemente per il sindaco sono più importanti le manifestazioni, alle quali non manca mai, piuttosto che il suo Consiglio comunale”.
Dopo gli interventi, la maggioranza – già indebolita dall’uscita di Spina – perde definitivamente i numeri. La richiesta di verifica del numero legale avanzata dalla Spitaleri fa calare il sipario: Consiglio sospeso per mancanza del quorum.
La seduta viene aggiornata di un’ora, ma slitta al giorno successivo, ieri, 15 aprile. E qui il quadro peggiora ulteriormente: la maggioranza si presenta con appena 7 consiglieri, il minimo indispensabile per tenere in piedi i lavori.
In un clima incerto e quasi “a tentoni”, l’aula riesce ad approvare alcuni punti, tra cui la Centrale Unica di Committenza (CUC), e poco altro, prima di chiudere la seduta.
Il risultato politico è evidente: una maggioranza che fatica a garantire la presenza in aula, attraversata da malumori e sempre più distante dal proprio sindaco.
Più che una semplice seduta divisa in due tempi, quella andata in scena è l’ennesima dimostrazione di una crisi ormai strutturale. A Giarre, il problema non è più governare: è riuscire, semplicemente, a restare in piedi.





