Nella cittadina dell’Alcantara si è verificato un grave episodio di intossicazione alimentare che ha coinvolto una coppia di coniugi di circa sessant’anni.
A quanto risulta, il marito avrebbe raccolto il vegetale durante una passeggiata in campagna, ma non si sarebbe accorto dello scambio tra la mandragora e un’altra pianta normalmente utilizzata in cucina, causando così l’ingestione accidentale della sostanza tossica da parte delle due persone.
Il fatto si è verificato nella serata di lunedì, quando la coppia, dopo aver consumato la cena, ha iniziato a manifestare i primi sintomi riconducibili a un avvelenamento.
Da quanto si è appreso, la coppia si è recata autonomamente presso la guardia medica di Francavilla, dove, accertato l’avvelenamento, è stato immediatamente dato l’allarme.
Sul posto sono arrivate due ambulanze: la donna è stata condotta all’Ospedale “Garibaldi-Nesima” di Catania, dove secondo le ultime notizie si trova in terapia intensiva. L’uomo, invece, è stato prima portato all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina e poi trasferito al Piemonte di Messina.
In base alle testimonianze acquisite, a seguito della diagnosi e del trasferimento della coppia presso le rispettive strutture ospedaliere, è stata avviata una procedura d’emergenza.
I due nosocomi, riscontrando la necessità di somministrare un antidoto specifico per contrastare gli effetti tossici della mandragora ingerita accidentalmente, hanno contattato una struttura sanitaria di Cefalù, affinché provvedesse a fornire tempestivamente il farmaco necessario, operando sotto il coordinamento del Centro Antiveleni di Pavia.
Grazie all’efficienza e alla rapidità dell’intervento, l’antidoto è stato inviato e somministrato ai pazienti, contribuendo così al contenimento del quadro clinico, sebbene le loro condizioni rimangano attualmente gravi.
Luigi Lo Presti










