Riposto, lungomare Pantano, è scontro tra Primavera e Vasta: «Impasse» contro «Il Comune ha fatto la sua parte» -
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Riposto, lungomare Pantano, è scontro tra Primavera e Vasta: «Impasse» contro «Il Comune ha fatto la sua parte»

Riposto, lungomare Pantano, è scontro tra Primavera e Vasta: «Impasse» contro «Il Comune ha fatto la sua parte»

Il lungomare Pantano al centro dello scontro politico dopo i danni provocati dal ciclone Harry

Il deputato regionale del Mpa, Santo Primavera, chiede un’audizione urgente in IV Commissione Ars e sollecita chiarimenti sui tempi della messa in sicurezza. Il sindaco Davide Vasta replica: «Scarsa conoscenza della macchina amministrativa. I fondi regionali non sono destinati al lungomare. L’unica impasse è alla Regione».

È scontro politico sul futuro del lungomare Pantano di Riposto, uno dei tratti maggiormente danneggiati dal passaggio del ciclone Harry nel gennaio scorso. Al centro della polemica ci sono i tempi e le modalità degli interventi di ripristino e messa in sicurezza, ma soprattutto la responsabilità per una situazione che, a distanza di mesi, continua a destare preoccupazione.

A riaccendere il confronto è il deputato regionale del Mpa Santo Primavera, che ha chiesto un’audizione urgente in IV Commissione Ambiente, Territorio dell’Assemblea regionale siciliana per il Direttore generale del Dipartimento regionale della Protezione civile e per il Direttore generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente.

L’obiettivo, spiega Primavera, è fare chiarezza sullo stato degli interventi, sui tempi previsti per l’apertura e il completamento dei cantieri e, soprattutto, sulle ragioni di quella che il deputato definisce una vera e propria “impasse”.

Primavera aveva già sollevato la questione il 16 luglio scorso, con un’interrogazione parlamentare nella quale chiedeva chiarimenti sugli interventi necessari a fronteggiare i danni provocati dal ciclone Harry al molo foraneo e al lungomare Pantano.

Nel mirino del deputato c’è anche l’Ordinanza regionale numero 49 del 22 aprile scorso, con la quale è stata formalizzata un’assegnazione di 1.674.046,09 euro al Comune di Riposto, nell’ambito del primo Piano degli interventi di somma urgenza.

Per Primavera, però, il tratto di lungomare continua a essere privo degli interventi necessari a evitare ulteriori danni. E il trascorrere del tempo, secondo il parlamentare, rischia di aggravare il quadro, soprattutto in vista dell’autunno e di nuove mareggiate.

Marciapiedi e sede stradale presentano infatti situazioni di parziale cedimento e, secondo la ricostruzione del deputato, la zona rappresenta un potenziale pericolo per la pubblica incolumità.

«Appare necessario acquisire elementi conoscitivi aggiornati e puntuali circa lo stato di attuazione degli interventi di somma urgenza in capo al Comune destinati al ripristino e alla messa in sicurezza del tratto di costa interessato», afferma Primavera.

La richiesta di audizione, nelle intenzioni del deputato, dovrà servire dunque a capire se e quando i cantieri potranno partire, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il tratto di costa prima dell’arrivo delle piogge e delle nuove mareggiate.

Ma la risposta del sindaco di Riposto Davide Vasta non si fa attendere ed è altrettanto netta.

«La richiesta di audizione del deputato regionale Santo Primavera sul lungomare Pantano denota, purtroppo, una scarsa conoscenza della macchina amministrativa comunale, cosa che sorprende ancora di più considerando che Primavera è anche consigliere comunale», replica il primo cittadino.

Vasta contesta innanzitutto l’impostazione della vicenda e chiarisce che il lungomare «è interamente su territorio comunale e non è demaniale». Ma soprattutto distingue tra gli interventi di somma urgenza e quelli strutturali.

«La somma urgenza può essere utilizzata per eliminare un rischio imminente o in corso, non per interventi che possono essere realizzati con una normale procedura di gara», spiega il sindaco.

Il Comune, aggiunge Vasta, avrebbe già fatto un passo concreto: «Abbiamo approvato in Giunta il progetto esecutivo per il ripristino dei marciapiedi e della pista ciclabile e per una messa in sicurezza temporanea». Il rischio attuale, secondo il sindaco, sarebbe legato soprattutto alle future mareggiate.

Vasta richiama inoltre le verifiche effettuate sulla stabilità del lungomare attraverso il georadar. «La relazione tecnica non ha consentito di intervenire in somma urgenza su quel tratto», sostiene.

Diverso, invece, il quadro riscontrato in alcuni tratti di via Marina, dove la stessa relazione avrebbe evidenziato un rischio di smottamento. «Siamo intervenuti in somma urgenza, spendendo oltre 500 mila euro per circa 500 metri di strada», ricorda il sindaco.

E proprio sui fondi regionali citati da Primavera arriva la precisazione più importante dell’amministrazione comunale.

«I 1.674.046,09 euro assegnati al Comune con l’Ordinanza regionale n. 49 del 22 aprile non sono fondi destinati al lungomare, ma risorse relative agli interventi di somma urgenza già eseguiti e regolarmente rendicontati alla cabina di regia», afferma Vasta.

Il Comune, sottolinea il sindaco, «non ha mai richiesto fondi per il lungomare in somma urgenza» proprio perché l’intervento non è stato eseguito attraverso quella procedura.

La questione, secondo Vasta, va quindi inquadrata anche alla luce dell’articolo 25, comma 2, del D.Lgs. 1/2018, che distingue le diverse tipologie di intervento conseguenti agli eventi calamitosi.

«Ed è esattamente nella fattispecie degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio residuo che rientrano gli interventi strutturali di cui Riposto ha bisogno», sostiene il sindaco.

I numeri, in questo caso, sono importanti: circa 6 milioni di euro quelli richiesti dal Comune per la ricostruzione del lungomare e altri 10 milioni per il ripascimento della costa.

Risorse che, secondo l’amministrazione, servono per affrontare in maniera strutturale le conseguenze del ciclone e completare il percorso di messa in sicurezza del territorio.

Vasta cita anche le interlocuzioni avute nei mesi successivi all’evento calamitoso, sostenendo che durante le riunioni sarebbe stato rappresentato anche dal Genio Civile come un intervento strutturale di questa natura, se realizzato attraverso la somma urgenza, «molto probabilmente non sarebbe stato finanziato attraverso la stessa linea di intervento».

Da qui la controreplica politica a Primavera.

«Riposto ha fatto la propria parte affrontando le emergenze, rendicontando correttamente gli interventi e predisponendo il progetto per il lungomare», ribadisce il sindaco.

E poi l’affondo nei confronti del deputato regionale: «L’unica impasse che registriamo è alla Regione Siciliana».

Secondo Vasta, Primavera dovrebbe quindi rivolgersi al presidente della Regione Siciliana, indicato dal sindaco come «il capo della propria maggioranza», per chiedere il finanziamento degli interventi necessari alla ricostruzione.

«Devono essere messe a disposizione le risorse necessarie per eliminare il rischio residuo e completare il percorso di messa in sicurezza del territorio», sostiene Vasta.

Il botta e risposta si chiude sulla richiesta di controlli avanzata dal deputato regionale. E anche su questo punto il sindaco non arretra.

«Porte aperte a qualsiasi tipo di ispezione. Non abbiamo nulla da nascondere», afferma Vasta, rivendicando un’azione amministrativa improntata a «trasparenza, correttezza amministrativa e rispetto della legalità».

Il sindaco invita quindi a verificare gli atti prodotti dall’amministrazione, dalle registrazioni delle sedute del Consiglio comunale alla documentazione amministrativa e tecnica.

«Prima di sollevare accuse di “impasse” o lasciare intendere che il Comune non abbia fatto la propria parte, si abbia la cura di verificare gli atti, approfondire le procedure amministrative e informarsi con gli altri enti presenti nei momenti in cui queste questioni vengono affrontate», conclude Vasta.

Il caso del lungomare Pantano resta così aperto su due fronti: Primavera chiede alla Regione di verificare tempi e stato degli interventi; Vasta difende l’operato del Comune e sposta il nodo sulla disponibilità delle risorse regionali. Nel mezzo, resta un tratto di costa ancora segnato dai danni del ciclone Harry e l’incognita sulle opere necessarie a renderlo definitivamente sicuro.

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