Chiedono un confronto preventivo prima dell’assunzione di decisioni definitive sulla fascia boschiva costiera jonica e nell’area dell’ex Siace. Sono le associazione Wwf Sicilia nord orientale, la sezione di Catania della Lipu, il circolo Valle dell’Alcantara di Legambiente, l’Associazione politico culturale Articolo Uno, Maretna, il Comitato ConteAmbiente Mascali, l’Associazione Mascali 1928, l’Associazione italiana agricoltura biologica e Pro Natura di Catania e Ragusa. Insieme hanno scritto al sindaco della Città metropolitana di Catania, all’assessorato regionale territorio e ambiente – Demanio marittimo, ai sindaci di Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Mascali e Calatabiano e al presidente del Gal Terre dell’Etna.
Appreso del tavolo tecnico svoltosi a Marina di Cottone e riguardante gli interventi per la tutela e messa in sicurezza della fascia boschiva litoranea colpita dagli eventi atmosferici estremi dei mesi scorsi, oltre agli interventi riguardanti l’area ex Siace, dato che tutti questi interventi riguardano un contesto di rilevanza ambientale le associazioni hanno avanzato una serie di richieste alle istituzioni.
Innanzitutto, si vogliono conoscere nel dettaglio gli interventi, le aree interessate, le modalità operative, tempistiche e obiettivi. Le associazioni vogliono anche conoscere gli atti amministrativi già adottati e come sia possibile la consultazione pubblica.
Di interesse per le associazioni sono anche i criteri tecnici e ambientali adottati per gli interventi di rimozione, recupero o gestione della vegetazione danneggiata e le eventuali misure previste per il recupero ecologico e la rinaturalizzazione delle aree interessate.
Le associazioni poi chiedono le tempistiche relative ai progetti di piantumazione della fascia forestale danneggiata dalla mareggiata con essenze arboree alofite che possano ripristinare in pochi anni la copertura forestale.
Riguardo all’area ex SIACE le associazione chiedono se risultino avviati studi, progettazioni, indirizzi di pianificazione, procedure autorizzative o interlocuzioni istituzionali finalizzate alla trasformazione, valorizzazione o recupero dell’area e quali principi orientino tali eventuali scelt. Inoltre chiedono di conoscere quali azioni sono previste per la conservazione, il ripristino e la tutela dell’ampia area umida a ridosso dell’area ex SIACE che ospita una vasta fauna sia stanziale che migratoria e dove si è creato un habitat ricco di biodiversità che deve essere preservato da eventuali progetti di trasformazione dell’area.
Per quanto sopra chiedono un incontro preventivo di confronto con le associazioni del territorio e la cittadinanza, prima dell’assunzione delle decisioni definitive o dell’avvio degli interventi, affinché possano essere illustrate le opzioni in campo e raccolti contributi utili alla definizione di una visione condivisa.
“Le associazioni sottoscritte – si legge nella nota – ritengono che la fase attuale rappresenti un passaggio rilevante per il futuro della costa jonica e che gli interventi di sicurezza, recupero e valorizzazione debbano inserirsi in una prospettiva di resilienza climatica, tutela del paesaggio, rinaturalizzazione e sviluppo sostenibile del territorio”.







