Francavilla: finisce l'era Pulizzi, sfiduciato all'unanimità. Consiglio comunale e Giunta sono stati sciolti -
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Francavilla: finisce l’era Pulizzi, sfiduciato all’unanimità. Consiglio comunale e Giunta sono stati sciolti

Francavilla: finisce l’era Pulizzi, sfiduciato all’unanimità. Consiglio comunale e Giunta sono stati sciolti

L’8 aprile 2026 segna un passaggio fondamentale per Francavilla, il giorno in cui si è scritta la parola fine alla lunga stagione politica e amministrativa guidata dal sindaco Vincenzo Pulizzi, che ha diretto il Comune per nove anni.

Tale evento non rappresenta semplicemente il termine di un mandato, ma si configura come un vero e proprio spartiacque, segnando la conclusione di una fase difficile e travagliata che lascerà un’impronta indelebile nella storia politica e sociale del paese.

L’epilogo è arrivato al termine di una drammatica seduta del Consiglio comunale, durante la quale tutti i nove consiglieri in carica, cinque della maggioranza e quattro dell’opposizione, hanno votato a favore della mozione di sfiducia presentata il 12 marzo (e protocollata il giorno seguente) dal gruppo di maggioranza nei confronti del sindaco Pulizzi.

Questo voto ha portato alla fine del mandato del sindaco e alla decadenza sia del Consiglio Comunale sia della Giunta.

È importante ricordare che il sindaco aveva formalizzato le sue dimissioni lo stesso giorno della mozione; tuttavia, il 3 aprile ha deciso di ritirarle “per senso di responsabilità”, nel tentativo di invertire la situazione politica nonostante la mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Nella parte iniziale, il Civico Consesso ha affrontato temi rilevanti, tra cui l’interrogazione della consigliera di minoranza Laura Vaccaro (“La Rinascita”) riguardante i debiti riconosciuti, fuori bilancio e le passività ancora da accertare e l’attivazione delle entrate proprie relative alla rideterminazione dell’addizionale comunale Irpef per il 2026.

Tuttavia, era evidente che l’attenzione di tutti fosse concentrata sull’ultimo punto all’ordine del giorno: la mozione di sfiducia dei cinque consiglieri di maggioranza Gianfranco D’Aprile, Stefania Russo, Carmela Nuzzo, Melania Silvestro, presidente del Consiglio comunale, e Antonino Di Francesco.

Nel suo intervento D’Aprile ha spiegato che la mozione «è figlia della votazione sul dissesto finanziario e della consapevolezza dell’impossibilità di raggiungere un bilancio stabilmente riequilibrato».

Il consigliere ha riepilogato la nascita politica del gruppo “La Svolta”: «Abbiamo creduto in un progetto, in un ideale; eravamo un gruppo di ragazzi che avevano voglia di trovare delle soluzioni diverse, alternative a quella che era un modo di fare politica.  Per alcuni, titoli come sindaco o assessore, hanno un certo valore, ma non per me.

Ho sempre svolto durante la mia attività amministrativa sia interventi semplici che di maggiore rilievo, ma oggi dobbiamo rendere conto alla cittadinanza che purtroppo ha sofferto una serie di situazioni e, personalmente, mi assumo tutte le responsabilità. Sono sempre stato in prima linea a difendere l’Amministrazione sui social, per strada e nella mia attività».

L’ex vicesindaco ha concluso con una metafora: «Siamo stati come una splendida “lavatrice”, cioè abbiamo raccolto tutto ciò che di sporco c’era a Francavilla. L’abbiamo messo all’interno di questa macchina e l’abbiamo fatta girare, purtroppo a vuoto».

Martina Dibella, consigliera di “Scriviamo Insieme il Futuro”, ha criticato la maggioranza per non aver sostenuto la mozione di sfiducia presentata dalla minoranza dopo la dichiarazione di dissesto del 1° dicembre.

Secondo Dibella, ciò avrebbe permesso di concludere rapidamente la crisi e indire le elezioni amministrative già a maggio o giugno prossimo; tuttavia, «anche Pulizzi, presentando e poi ritirando le dimissioni ha ostacolato questa prospettiva, aprendo quindi le porte al commissariamento del comune fino a giugno del 2027».

«Oggi si attesta il fallimento politico e amministrativo della coalizione che ha governato per nove anni – ha detto Laura Vaccaro -, peraltro già certificato dal dissesto finanziario dell’Ente. È stata gestione scellerata e il gruppo di maggioranza ne ha finalmente preso atto».

Successivamente, sono intervenuti per l’opposizione Elisabetta Di Natale (“Scriviamo Insieme il Futuro”), che ha evidenziato quella che ha definito «mancanza di umiltà» da parte dello schieramento avverso, e per la maggioranza Antonino Di Francesco, il quale ha illustrato le tappe che hanno condotto alla presentazione della mozione di sfiducia.

Di «giornata triste» ha parlato Pasquale Monea, capogruppo e consigliere di minoranza di “Scriviamo Insieme il Futuro”: «Nessuno di noi è felice di affrontare questo argomento stasera – ha detto -; quello che sta avvenendo è un fallimento di tutti, in quota parte, naturalmente. Ma è un fallimento di tutti. E speriamo che sia un momento di svolta veramente per questo paese».

Pulizzi ha difeso con forza la sua posizione: «Non posso assumermi tutte le responsabilità. Per questo motivo chiederò un’audizione alla Corte dei conti, perché desidero che venga fatta chiarezza tramite un incontro ufficiale, da cittadino, così che si possa definire la situazione nel più breve tempo possibile. È giusto che, se esistono delle responsabilità, queste vengano accertate e chi ha commesso errori debba rispondere. Ho sbagliato nove anni? Ho fatto undici milioni di euro di disavanzo? Io voglio sentire; voglio capire; voglio vedere come stanno realmente le cose. Chiedo scusa ai cittadini per quello che non ho fatto, per quello che potevo fare meglio, ma ci ho messo l’anima. Ringrazio coloro che in questi ultimi mesi mi hanno coadiuvato, come l’assessore attualmente vicesindaco, Salvatore Puglisi e Giusy Ferrara. Da domani continuerò a fare quello che facevo prima, ossia il sindacalista, ad essere vicino ai problemi e ai bisogni della gente», ha dichiarato il primo cittadino prima di abbandonare la sala consiliare attraverso una porta laterale.

L’immagine del sindaco che esce dall’aula rappresenta un momento emblematico, destinato a essere ricordato nella storia politica locale.

La sua decisione ha provocato reazioni immediate. Probabilmente, la scelta è stata guidata dalla consapevolezza che avrebbe potuto essere sfiduciato, portandolo quindi a evitare di essere presente durante la votazione.

«Ancora una volta, il sindaco non ha mostrato il dovuto rispetto verso questa istituzione. Secondo consuetudine, il comandante dovrebbe essere l’ultimo a lasciare la nave», ha commentato Monea.

Il consigliere D’Aprile ha manifestato delusione per quanto affermato dal sindaco: «Potrei dire molte cose, ma scelgo di non farlo per rispetto, educazione ed eleganza».

Laura Vaccaro ha aggiunto: «Alla fine, il gruppo di maggioranza si è reso conto del danno che ha causato, un danno che abbiamo subito tutti noi cittadini di Francavilla. Meglio tardi che mai. È un epilogo triste, ma era inevitabile che finisse così».

«Per noi, come gruppo non è assolutamente un bel traguardo, Ma questo penso che lo sia per tutti i consiglieri comunali», ha dichiarato con emozione Melania Silvestro, presidente del Consiglio Comunale.

In seguito, si è proceduto con le votazioni, caratterizzate da una certa solennità e precedute dagli interventi dei capigruppo.

Nell’ordine sono intervenuti Laura Vaccaro per il gruppo “La Rinascita”, Pasquale Monea, leader di “Scriviamo Insieme il Futuro”, e il consigliere Gianfranco D’Aprile del gruppo “La Svolta”.

Tutte le dichiarazioni di voto espresse dai capigruppo si sono distinte per un approccio improntato al fairplay e alla massima correttezza istituzionale.

I rappresentanti dei diversi gruppi consiliari hanno scelto di mantenere un tono rispettoso e misurato, evitando polemiche e sottolineando l’importanza del dialogo tra le parti.

In questo clima di reciproco rispetto, non sono mancati ringraziamenti indirizzati sia agli avversari politici che ai colleghi, a testimonianza di una volontà condivisa di preservare l’integrità dell’istituzione e di riconoscere l’impegno profuso da ciascuno nel corso della difficile esperienza amministrativa. Non sono mancati momenti di commozione.

Infine, è stata effettuata la chiamata nominale dei consiglieri, compresa la presidente del Consiglio, i quali hanno espresso il proprio voto. Tutti i presenti hanno votato “Favorevole” per nove volte consecutive, dopodiché il provvedimento è stato dichiarato immediatamente esecutivo tramite votazione per alzata di mano.

La conclusione dell’esperienza Pulizzi apre un nuovo capitolo per Francavilla, lasciando un’eredità pesantissima che continuerà ad influenzare la comunità e il dibattito pubblico per gli anni a venire.

I momenti di confronto in questi nove anni non si sono limitati all’ambito istituzionale, ma hanno profondamente influenzato l’intera cittadinanza.

Le tensioni, infatti, sono penetrate nel tessuto sociale, coinvolgendo cittadini e gruppi locali, dando vita a dibattiti accesi e spesso polarizzanti che hanno animato la vita pubblica, sia nelle piazze reali che in quelle virtuali dei social.

La contrapposizione politica si è quindi riflessa nella vita quotidiana, alimentando opinioni divergenti e suscitando una partecipazione attiva da parte dei cittadini, che hanno trovato nella politica e nelle travagliate vicende amministrative un’occasione di confronto.

Questo coinvolgimento ha reso il dibattito pubblico una componente fondamentale del vivere civile, contribuendo a definire una nuova consapevolezza, dove il dialogo e la dialettica tra diverse visioni rappresentano una risorsa per tutta la collettività, una presa di coscienza collettiva.

Al di là di ogni contrapposizione, la parabola politica di Pulizzi e della sua maggioranza può essere considerata il vero punto di “svolta”, offrendo anche un insegnamento per il futuro, perché da adesso in poi niente sarà più come prima.

La rottura con la vecchia modalità operativa richiederà un nuovo slancio e una visione diversa, accompagnato da un processo di risanamento che coinvolga anche gli aspetti morali e sociali.

Chi prenderà il testimone sarà chiamato a lavorare per ristabilire la fiducia tra cittadini e amministrazione, favorire la coesione, superare le divisioni e promuovere una cultura della responsabilità condivisa.

Perché se da un lato ogni cittadino ha il diritto di poter contare su una buona amministrazione, capace di ascoltare e rispondere ai bisogni della collettività e di garantire una sana gestione pubblica, dall’altro emerge con forza il dovere di ciascuno di adottare comportamenti rispettosi e corretti nei confronti delle istituzioni, riconoscendo che la qualità della vita pubblica non dipende solo dalle scelte di chi governa, ma anche dall’impegno e dalla responsabilità dei cittadini.

In questo equilibrio tra diritti e doveri si fonda il rapporto di fiducia e collaborazione che può permettere alla comunità di affrontare le sfide e costruire un futuro migliore.

Luigi Lo Presti

 

 

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