Il Duomo di Giarre gremito in ogni ordine di posto ha fatto da cornice a uno degli appuntamenti culturali più intensi e partecipati degli ultimi tempi: ‘La Via Crucis Siciliana’ del cantastorie Luigi Di Pino. Lo spettacolo, che ha riscosso un successo di pubblico e di critica, è riuscito ad unire arte, tradizione e spiritualità in un racconto suggestivo e coinvolgente. L’atmosfera che si è creata all’interno della chiesa è stata carica di fascino ed emozione, sospesa tra musica, parola e immagini, in un perfetto equilibrio che ha saputo catturare l’attenzione e il cuore dei presenti.
La standing ovation finale, accompagnata dai calorosi applausi e dai commenti entusiasti, hanno evidenziato quanto fosse forte la ‘sete’ di un evento capace di restituire profondità e bellezza attraverso un linguaggio artistico originale e identitario. In scena, insieme a Luigi Di Pino, l’orchestra Camera Ensemble, composta da Alessandro Strano al pianoforte, Claudio Spoto all’oboe, Dario Spina e Martina Ferlito ai violini, Valeria Strano alla viola, Marco Laudani al violoncello, Rosario Tomarchio al contrabbasso e Gino Catanzaro alle percussioni. A impreziosire ulteriormente lo spettacolo, la partecipazione della Corale Polifonica Jonia, diretta dal maestro Giuseppe Cristaudo, che ha saputo fondere in modo eccellente le diverse componenti artistiche, contribuendo a creare un’armonia intensa e coinvolgente.
Particolarmente apprezzata l’interpretazione di Federica Di Bella, la cui voce, unita alla delicatezza del flauto traverso, ha incantato il pubblico, regalando momenti di rara intensità emotiva. Ad introdurre la serata è stato il giornalista Mario Pafumi, che ha accompagnato il pubblico all’interno del significato profondo dell’opera.
Determinanti per il successo dello spettacolo anche gli arrangiamenti musicali, raffinati e coinvolgenti, curati dal maestro Alessandro Strano, e l’originalità della proposta artistica, che ha saputo rileggere in chiave contemporanea una tradizione antica, rendendola viva e attuale.
Un lavoro corale, costruito con grande cura, che ha dato vita a un’esperienza intensa e condivisa, come spiega Luigi Di Pino, che ha voluto sottolineare il valore umano e artistico dell’esperienza: “Questa è stata prima di tutto una condivisione – dichiara – Mi piace pensare che alcune cose che sono capitate siano state guidate da una mano divina. Penso agli incontri, come quello con il maestro Cristaudo, che ha unito questo coro in modo eccelso, e con Federica, bravissima, che fa musica per esigenza, come me. È stata una grande emozione, una bellissima condivisione con queste realtà: orchestra, coro, Federica e i musicisti. Si è creata un’alchimia incredibile tra tutti noi, una vera magia che siamo riusciti a trasmettere al pubblico”.
Tra le autorità presenti il sindaco di Giarre Leo Cantarella, l’assessore agli Eventi Giuseppe Cavallaro, Alberto Cardillo, capo di gabinetto dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, e mons. Agostino Russo, Vicario Generale della diocesi di Acireale, che ha portato i saluti del Vescovo mons. Antonino Raspanti. Uno spettacolo che ha lasciato un segno profondo e che si candida a diventare un punto di riferimento nel panorama culturale del territorio, dimostrando come la tradizione, quando incontra qualità e passione, possa ancora emozionare e coinvolgere un pubblico vasto e trasversale.









