È il 1° aprile il termine imminente per garantire il ritorno a mare agli oltre cento pescherecci che rischiano di non avere un ormeggio sicuro a causa dell’interdizione di buona parte del porto commerciale di Riposto, gravemente danneggiato dal ciclone Harry. È partendo da questa urgenza che ieri mattina il sindaco di Riposto Davide Vasta, su convocazione dei pescatori, si è recato a Stazzo per prendere parte a un incontro operativo con i rappresentanti della marineria della riviera ionica.
Alla riunione, coordinata da Stefano Pennisi, rappresentante sindacale dei pescatori ionici, hanno partecipato non solo i pescatori di Riposto, ma anche quelli di Stazzo, Aci Trezza, Aci Castello e Giardini Naxos, che fanno base nel porto ripostese, ritenuto il più sicuro dell’area e l’unico a poter ospitare unità di pesca superiori ai 12 metri.
Nel corso dell’incontro i pescatori hanno indicato chiaramente il 31 marzo come termine ultimo di rimessaggio invernale, ribadendo che dal giorno successivo dovranno tornare in mare. Una scadenza che rende improcrastinabile l’individuazione di una soluzione rapida e concreta per evitare una grave emergenza sociale che coinvolgerebbe centinaia di famiglie e uno dei comparti economici più importanti del territorio.
“Ho incontrato i pescatori che fanno base a Riposto – ha dichiarato il sindaco Davide Vasta – e che non sono solo di Riposto, ma provengono da buona parte della riviera ionica. È stata l’occasione per comunicare loro le notizie ufficiali su ciò che stiamo facendo e su quello che faremo nei prossimi giorni, in accordo con i dipartimenti regionali competenti, per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile”. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di procedere con urgenza all’apertura del primo bacino portuale, attraverso le deroghe necessarie che dovranno essere adottate per snellire al massimo la burocrazia e rispettare i tempi strettissimi imposti dalla ripresa delle attività di pesca.
Il sindaco ha spiegato di avere già richiesto un tavolo tecnico con tutti i dipartimenti regionali interessati, Territorio e Ambiente, Infrastrutture e Pesca, per definire una road map operativa che consenta di rispettare i tempi indicati dalla marineria. “Non possiamo superare questa data – ha aggiunto Vasta – perché il numero delle unità che rischiano di rimanere senza ormeggio è superiore a cento, anche considerando che anche altri porti della riviera hanno subito danni dal ciclone Harry. Il rischio sociale è enorme”.
Vasta ha annunciato anche di aver richiesto alla Protezione Civile la possibilità di intervenire in somma urgenza anche sul molo foraneo per ripristinare l’illuminazione, gli impianti idrici, parti della pavimentazione e i ciglioni caduti in mare, oltre a un dragaggio nelle aree ancora utilizzabili, così da recuperare circa 200 metri di banchina oggi interdetti per danni non strutturali. “Ci auguriamo – ha concluso – che la Protezione Civile ci consenta di intervenire rapidamente per rendere queste aree nuovamente sicure e fruibili. Il tempo è pochissimo e non possiamo permetterci ritardi”.







