Giarre, altro che dimissioni per motivi lavorativi: la relazione dell’esperto Lipari è un atto d’accusa a Cantarella -
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Giarre, altro che dimissioni per motivi lavorativi: la relazione dell’esperto Lipari è un atto d’accusa a Cantarella

Giarre, altro che dimissioni per motivi lavorativi: la relazione dell’esperto Lipari è un atto d’accusa a Cantarella

Altro che motivi istituzionali. La relazione firmata dall’ex esperto del sindaco di Giarre, dott. Letterio Lipari, suona come un vero e proprio atto di accusa nei confronti del primo cittadino Leo Cantarella e della sua gestione amministrativa.

Il documento, per lungo tempo “nascosto” nei cassetti di Palazzo di Città e oggi reso finalmente disponibile solo dopo l’intervento ispettivo della Regione Siciliana che ha di fatto obbligato Cantarella a trasmettere gli atti, sarà discusso in Consiglio comunale nella seduta di giovedì.

Nel documento, Lipari prende le distanze da quanto accade all’interno dell’ente e spiega chiaramente che le sue dimissioni non sono motivate da impegni lavorativi, bensì dalla mancanza di ascolto, dalla disorganizzazione e dalle scelte amministrative che rischiano di mettere a serio rischio la tenuta dei conti comunali.

Tra i passaggi più duri della relazione si legge: “Permangono le criticità gestionali precedentemente già segnalate: mancanza di figure dirigenziali per affrontare in maniera coordinata e professionalmente competente tutte le tematiche, in particolare si ritiene urgente dotarsi di figure tecniche e finanziarie”.

Lipari evidenzia l’assoluta carenza di risorse umane qualificate per affrontare il delicatissimo momento post-dissesto, aggravato — scrive — dal fatto che l’amministrazione non ha provveduto per tempo a sostituire nemmeno l’unico funzionario contabile prossimo alla cessazione dal servizio.

Ma non finisce qui. L’esperto accusa apertamente l’amministrazione di aver approvato atti fondamentali in modo irregolare e fuori dalle tempistiche imposte dalla normativa. Un esempio su tutti riguarda il rendiconto 2024, adottato — spiega Lipari — “senza aver preliminarmente adottato il Documento Unico di Programmazione 2025/2027 e il Bilancio di Previsione 2025/2027”, violando le scadenze di legge e con il rischio di perdere risorse e peggiorare il disavanzo.

Lipari non risparmia critiche nemmeno sul piano della comunicazione interna, affermando di aver appreso “dalla stampa” di atti già adottati dal Consiglio e dalla Giunta senza che fosse stato coinvolto o informato preventivamente.

Il passaggio conclusivo della relazione è inequivocabile: “L’azione del sottoscritto non può, e non deve, costituire soluzione a tematiche ed ambiti estranei al proprio ruolo, non condividendo alcuna forma di acquiescenza o surroga alle inadempienze altrui”.

Una presa di posizione netta che fa il paio con l’allarme lanciato sulla lievitazione dei costi relativi al servizio di raccolta dei rifiuti (servizio già prorogato da oltre due anni, un caso più unico che raro), che sembra confermare ciò che molti sospettavano da tempo: Lipari ha lasciato per dissenso politico, non per impegni a Palermo.

Ora il Consiglio comunale è chiamato a discutere una relazione che svela clamorose verità sull’inerzia e la disorganizzazione che regna all’interno della macchina amministrativa. E in molti si chiedono: Cantarella romperà finalmente il silenzio?

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