Alberto Ascari: un’occhiata veloce alla carriera del pilota leggendario -
Catania
20°

Alberto Ascari: un’occhiata veloce alla carriera del pilota leggendario

Alberto Ascari: un’occhiata veloce alla carriera del pilota leggendario

Alberto Ascari è un nome, una leggenda: è stata e sarà sempre una delle figure simbolo della storia della Formula 1. In questo articolo dedicato a lui, rivivremo alcuni momenti salienti della sua carriera e della sua vita, stroncata troppo presto purtroppo da un incidente .

Vita e carriera di un campione

Alberto Ascari nasce il 13 luglio 1918 a Milano. Ispirandosi al padre Antonio Ascari, pilota degli anni ‘20 del Novecento, iniziò a nutrire la sua passione per i motori e per le corse automobilistiche molto presto. Probabilmente, il giovanissimo Alberto Ascari non sapeva che la sua carriera nel mondo delle gare automobolistiche avrebbe poi raggiunto  traguardi notevoli e vette straordinarie, segnando di fatto un’epoca di successi e sfide.

La vera svolta nella carriera da corridore di Alberto Ascari avvenne dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante avesse preso parte alle prime corse già negli anni ’30, fu solo dopo la fine del conflitto che le opportunità di partecipare a queste gare in uno scenario internazionale divennero più frequenti e ricche di ulteriori avanzamenti di carriera. Per la precisione, fu nel 1950 che Alberto Ascari fece il suo debutto ufficiale nei circuiti di Formula 1, unendosi al team del cavallino rosso fiammante Scuderia Ferrari che sarebbe stata un po’ la sua seconda famiglia.

Quell’anno segnò l’inizio di una straordinaria ondata di successi. Già durante il suo anno di debutto in Formula 1, conquistò il suo primo Gran Premio in Belgio, mettendosi subito in risalto  e dimostrando  talento e abilità da vendere. Questa vittoria fu solo l’inizio di una serie di prestazioni di altissimo livello che lo avrebbero incoronato come uno dei piloti più temuti e rispettati a posizionarsi sulla griglia di partenza.

Il momento di massimo splendore nella carriera del pilota milanese arrivò nel biennio 1952-1953, quando vinse per due anni consecutivi il Campionato Mondiale di Formula 1. Questo risultato lo rese di fatto il primo pilota italiano a diventare campione del mondo di Formula 1. Ciò che lo distingueva dagli altri piloti della sua epoca era la sua capacità di adattarsi alle diverse condizioni di gara.

Il suo stile di guida

Il suo stile di guida era un altro aspetto distintivo: aggressivo e determinato. Il suo coraggio era noto a tutti e lui non esitava a correre  dei rischi quando poteva, in particolare quando era necessario. Il suo atteggiamento da combattente lo trasformava in un avversario da temere in pista, vista la sua abilità nel conquistare diverse posizioni in modo spettacolare.

Ascari era, inoltre, considerato uno dei migliori piloti in condizioni meteo piovose. La sua capacità di mantenere calma, concentrazione e controllo sotto la pioggia era un’arma letale quando il tempo atmosferico bagnava l’asfalto e riduceva l’attrito delle gomme. Tutto questo gli permise di raggiungere risultati degni di nota sul bagnato, dimostrando ancora una volta tutto il suo talento.

Il suo stile di guida gli procurò un altro record significativo: tra il 1952 e il 1953, infatti, Ascari vinse ben sette gare di fila, fissando un record per molti anni rimasto imbattuto nel mondo delle corse. La sua fama cresceva di anno in anno, con le sue curve e i suoi sorpassi che sorprendevano il pubblico e gli altri piloti.

Gli incidenti e la morte precoce

Tuttavia, la carriera di Ascari fu anche caratterizzata da difficoltà e pericoli. Nel corso della sua carriera, ha subito diversi incidenti, di cui alcuni abbastanza gravi.

Uno dei momenti più spaventosi di tutta la sua carriera si verificò durante il Gran Premio di Monaco nel 1955, quando la sua vettura uscì di pista e finì in mare. Fortuna volle che Ascari uscì illeso da quell’incidente.

Tuttavia, la carriera di Alberto Ascari fu purtroppo segnata da una tragica fine. Il 26 maggio 1955, durante un test di una vettura sportiva Ferrari sull’autodromo di Monza, Ascari perse il controllo del veicolo e fu scaraventato fuori pista. L’incidente fu fatale e pose fine bruscamente alla sua vita e carriera a 36 anni soltanto. La notizia fu accolta con molto dolore dai fan e dagli altri piloti della Formula 1.

Alberto Ascari è ancora oggi ricordato tra i piloti italiani come uno dei più grandi di sempre, come una leggenda. La sua carriera breve ma intensa ha lasciato nella storia della Formula 1 e dei motori una traccia indelebile. Le storie che animano il suo nome, le sue corse e le sue gesta in pista saranno ciò che manterrà in vita la sua eredità ed è nostro dovere ricordarlo per quello che amava fare: correre con coraggio e determinazione.

Potrebbero interessarti anche