Giarre, amianto e materiali nocivi all'ingresso sud della città -
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Giarre, amianto e materiali nocivi all’ingresso sud della città

Giarre, amianto e materiali nocivi all’ingresso sud della città

All’ingresso sud della città, poco distante la barriera autostradale, alle spalle di via Luminaria, primeggia una gigantesca bomba ecologica che, purtroppo, minaccia un intero agglomerato urbano. Un parco incompiuto, trasformato in un deposito illegale di materiali inquinanti. Dune di cenere vulcanica coprono solo in parte materiali nocivi. Compreso l’eternit che, ignoti, hanno abbandonato all’ingresso di quello che avrebbe dovuto essere un parco polifunzionale, per decenni rimasto incompiuto e che con la sua immagine poco edificante, sembra dare il benvenuto a chi giunge dalla vicina rete autostradale. Un parco che ospita al suo interno due campi da tennis, un’arena e una avveniristica pista per automodellismo. Infrastrutture sommerse dalla vegetazione incolta e da una quantità smisurata di scarti vegetali.

I percorsi pedonali sono coperti dalla folta vegetazione, cresciuta a dismisura, estendendosi sino alle vicine abitazioni private, rappresentando un potenziale pericolo in caso di incendi. Gli annessi campi da tennis sono stati inghiottiti dal degrado e a nulla sono valsi i tentativi di rifunzionalizzarli nel corso degli anni. Ovunque solo segni di distruzione.

I residenti della vicina via Mameli, un quartiere popolare che si snoda alle spalle di via Luminaria, temono che, con il caldo estivo, si ripeta quanto è già accaduto in passato. Le fiamme appiccate da ignoti, a qualunque ora del giorno, in più occasioni hanno lambito le case, senza contare i fumi sprigionati. Colonne di fumo nero visibili da lunga distanza. E con la presenza dell’amianto, abbandonato in quantità, è facile immaginare quali possano essere le conseguenze dal punto di vista dell’inquinamento ambientale.

All’esterno dell’area a verde attrezzato, si notano accumuli di rifiuti, abbandonati in parte anche sulla carreggiata, tanto da rendere difficile il transito, vanificando gli sforzi compiuti e impegnando l’ente a sostenere continui impegni economici per le operazioni di bonifica. Neppure la presenza di una telecamera – a giudicare dai risultati – sembra sortire gli effetti sperati. Certamente non un deterrente.

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