Voragini, dislivelli e buche trappole per auto e pedoni. Intere porzioni di asfalto sgretolati. Strade rattoppate e malconce che a causa della martoriata pavimentazione ridotta ad un percorso di guerra mettono seriamente a repentaglio la sicurezza degli automobilisti.
Buche di grosse dimensioni – in via Nicolò Tommaseo – che costringono gli automobilisti ad invadere la corsia opposta per evitare di transitare sul tratto di strada sempre più ridotto ai minimi termini. Voragini e pericolosi dislivelli si segnalano anche lungo la trafficata via Luigi Orlando, in prossimità dell’incrocio con via Marconi, sul viale Federico II di Svevia e in via Fratelli Giuffrida, laddove ogni giovedì viene allestito il mercato settimanale.
Ancora precarie le condizioni di alcuni tratti di corso Europa, in particolare nel tratto terminale, laddove di recente erano state effettuate delle manutenzioni. Analogamente si rischia di finire di centrare le buche disseminate anche nel tratto finale di viale Libertà. Lo scorso autunno l’amministrazione Cantarella, usufruendo di fondi ministeriali e di residui di mutui, è intervenuta in una trentina di strade comunali, ripristinando le condizioni di sicurezza in diversi nodi critici.
Tuttavia sono ancora troppo le strade, molte delle quali ad alta densità veicolare, la cui pavimentazione si presenta disastrata. Un caso emblematico rappresentato dal viale delle Province dove peraltro occorre la massima prudenza per evitare le buche e quei tratti di strada dove sono attivi numerosi cantieri per la posa della fibra ottica. Lavori stradali aperti in diversi punti della città, precariamente segnalati che, in qualche modo, intralciano il già precario piano viario.
Ma un caso che primeggia su tutti è l’impraticabilità di via Filo, nel cuore della città a pochi metri da via Pirandello. Pericolosi dislivelli e buche enormi che occupano una intera carreggiata. Infine, non meno importante, le criticità di origine idraulica. In diverse zone, comprese le frazioni, dove intere batterie di grate sono ancora intasate da materiale solidificato, in larga parte cenere vulcanica che si è compattata come cemento, compromettendo la fondamentale funzione per il drenaggio delle acque meteoriche.







