E’ durato 45 minuti il confronto dei sindaci del distretto sanitario (rappresentati da Leo Cantarella, Luigi Messina e Luca Stagnitta). Presente anche il presidente del Consiglio, Giovanni Barbagallo. L’audizione in Commissione Salute è avvenuta in un clima di collaborazione alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Volo, del direttore dell’Asp3 Maurizio Lanza, del direttore sanitario Giuseppe Mirone, del direttore del Pronto Soccorso di Giarre, Francesco Longo.
Preliminarmente hanno preso la parola i componenti della Commissione che rappresentavano il territorio non solo Jonico etneo ma anche Calatino che ha le stesse problematiche di Giarre. E segnatamente i deputati Giovanni Burtone, Davide Vasta, Giuseppe Lombardo e Giuseppe Zitelli. Il sindaco del Comune capofila Leo Cantarella si è soffermato sulle principali criticità del nosocomio giarrese. A cominciare dalle carenze del pronto soccorso, in termini di organico. Al centro della discussione anche la delicata questione della Cardiologia per la quale è stata ribadita la richiesta di attivare l’Unità semplice. Cosi come emerso, poi, dalle informazioni snocciolate dal direttore Lanza, il pronto soccorso dell’ospedale di Giarre, dalla sua riapertura ha registrato un costante aumento degli accessi.
I sindaci e amministratori del territorio Jonico-Etneo hanno anche incontrato il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, il quale, nel rispetto dei ruoli tra Parlamento e Governo, ha ribadito “grande attenzione sul rispetto dei livelli minimi per l’ospedale di Giarre. D’altronde l’ospedale è stato riaperto – dopo la chiusura decretata da Crocetta – durante il Governo Musumeci e su grande su grande spinta del gruppo di Fratelli d’Italia, come testimoniano atti parlamentari regionali e nazionali”.
A questo punto i sindaci attendono dalla Regione un preciso segnale. Un auspicato cambio di marcia che non riguarda solo l’ospedale di Giarre, poiché è emerso, in sede di Commissione, che le criticità del Sant’Isidoro sono analoghe ad altri ospedali di periferia.







