Giarre, alloggi popolari di Rovettazzo con cemento depotenziato: rischio inagibilità per tre palazzine -
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Giarre, alloggi popolari di Rovettazzo con cemento depotenziato: rischio inagibilità per tre palazzine

Giarre, alloggi popolari di Rovettazzo con cemento depotenziato: rischio inagibilità per tre palazzine

Cemento depotenziato e lo spettro dell’inagibilità strutturale. Sullo sfondo la sciatteria dell’amministrazione D’Anna. E i segreti di pulcinella tenuti nascosti nel cassetto, in vista di possibili elezioni. E invece gli inquilini di tre palazzine rischiano di essere evacuati a breve, per ragioni di sicurezza.

Si tratta di una ventina di nuclei familiari residenti negli alloggi popolari di via Strada XVIII in contrada Rovettazzo teatro, nel novembre scorso, del crollo di un balcone, al secondo piano di una palazzina, che, all’esito del sopralluogo congiunto di vigili del fuoco e Iacp, proprietario dell’immobile, è stata nell’immediatezza dichiarata inagibile e interdetta agli inquilini.

A poco più di tre mesi dai fatti si profilano nuovi pesanti disagi per i residenti degli altri tre complessi edilizi di via Strada XVIII.

L’assessore ai Lavori pubblici, Dario Li Mura conferma che all’esito di carotaggi eseguiti in una delle tre palazzine ancora abitate, sono stati rilevati gravi carenze strutturali derivanti dall’impiego di calcestruzzo depotenziato.

I rilievi geologici sono stati eseguiti solo su una delle tre palazzine ed essendo state costruite tutte insieme e con i medesimi materiali e metodi costruttivi si desume che tutte le palazzine popolari siano a rischio. Da qui la necessità di un ulteriore approfondimento tecnico statico per il quale è stato richiesto il supporto dell’ente proprietario degli immobili, l’Istituto Autonomo Case Popolari.

Nel frattempo i Servizi sociali del Comune di Giarre hanno avviato in questi giorni una serie di indagini socio economiche tra i nuclei familiari residenti, nell’eventualità di collocarli in abitazioni alternative. Insomma un fallimento senza precedenti. Nella Città Viva dell’era D’Anna.

 

 

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