Vertenza Buda-Sag: "L'assessore Falcone e il sindacato mentono: impegni non rispettati". La protesta di un autista -
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Vertenza Buda-Sag: “L’assessore Falcone e il sindacato mentono: impegni non rispettati”. La protesta di un autista

Vertenza Buda-Sag: “L’assessore Falcone e il sindacato mentono: impegni non rispettati”. La protesta di un autista

Graziella Natia Napoli, unica autista donna delle autolinee Buda-Sag, smentisce clamorosamente quanto affermato alla stampa e sui social dall’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone che solo qualche giorno fa, in visita a Giarre, dove ha incontrato gli ex dipendenti della Sag-Buda.

L’assessore Falcone in quell’occasione ha affermato: “Il governo Musumeci ha dimostrato che un impegno che aveva preso nei confronti dei lavoratori della Buda Sag è stato rispettato”.

“Niente di tutto questo è vero” spiega la signora Napoli che chiama in causa anche il sindacalista Ugo Sergio Crisafulli: “Tutte le promesse fatte dal sindacato Faisa-Cisal, coordinato da Crisafulli, a tutti i dipendenti, non sono state mantenute, anzi l’unico risultato mirato è stato quello di fare chiudere le Aziende, con l’avallo ed il supporto dell’ass. Regionale ai trasporti”.

“Con sicurezza e prosopopea – afferma la signora Napoli – il sindacalista Crisafulli dettava la linea ai lavoratori assicurando a tutti che l’AST avrebbe assunto tutti con i diritti acquisiti, garantendo così il livello occupazionale dei dipendenti Buda-Sag e conservando la stessa mansione e parametro retributivo e invece ci siamo ritrovati, dopo mesi di disoccupazione, ad essere indirizzati ad un Agenzia Interinale in convenzione con l’AST, per elemosinare un contratto a tempo determinato per un non meglio specificato periodo, senza alcuna garanzia né di lavoro né di contratto né di parametro. Tutto questo perché è notorio – spiega ancora la Napoli – che l’AST (Azienda Pubblica con socio unico la Regione Siciliana) per poter assumere deve indire un Bando pubblico. Forse hanno dimenticato che l’AST ha i bandi di assunzione bloccati al 2008”.

“Nonostante io ed altri colleghi abbiamo fatto l’iscrizione a questa Agenzia Interinale, non siamo stati presi in considerazione e perciò nemmeno chiamati a fare le visite di rito. Chi, come e quando doveva essere assunto dall’agenzia interinale è stato deciso in modo due volte discriminatorio: in primo luogo perché io sono una donna ed in secondo luogo perché non iscritta al sindacato  Faisa-Cisal”.

“Da questa Agenzia interinale – spiega la Napoli – sono stati chiamati solo autisti schierati con il sindacato Faisa-Cisal. Voglio ricordare, a chi ricopre cariche importanti nelle Istituzioni ed a chi rappresenta i lavoratori, che occorre seguire le procedure per revocare i contratti a due aziende, che oltretutto sono creditori di corrispettivi per oltre un milione di euro. Intanto per pagare i dipendenti il Dipartimento Trasporti poteva attivare il pagamento sostitutivo e pagare quanto dovuto a tutti i dipendenti e così risolvere questa vicenda. Successivamente interloquire con le aziende e solo dopo aver appurato le inadempienze, se ce ne fossero state, procedere alla revoca.

Subito dopo, per garantire continuità dei servizi pubblici, procedere all’assegnazione delle linee con procedure ad evidenza pubblica tra le Aziende operanti nella stessa area, peraltro affidamento subordinato alla garanzia dei livelli occupazionali dapprima in forza presso le due Aziende”.

“Purtroppo tutto questo non è accaduto – dice con rammarico la signora Napoli – hanno prevalso interessi politici a discapito di tutti  i lavoratori coinvolti, la maggior parte usati e illusi e altri si trovano, loro malgrado, a cercare lavoro.

Il lavoro – conclude la Napoli – è un diritto di tutti non legato ad un’identità sessuale o ad una bandiera sindacale”.

 

 

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