Salvatore Agati, Randazzo piange uno dei suoi figli migliori. L'uomo, il politico e l'intellettuale -
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Salvatore Agati, Randazzo piange uno dei suoi figli migliori. L’uomo, il politico e l’intellettuale

Salvatore Agati, Randazzo piange uno dei suoi figli migliori. L’uomo, il politico e l’intellettuale

Il mondo culturale siciliano e quello politico catanese piangono la scomparsa di Salvatore Agati, un signore di altri tempi, una personalità complessa che soltanto il tempo e la storia potranno giudicare. Poeta prestato alla politica, al suo attivo si registra una lunga attività di saggista, di scrittore, di critico letterario, di poeta, di giornalista, di direttore responsabile di periodici (tra cui la rassegna “Randazzo Notizie”). Sempre in abito elegante, distinto, ossequioso e garbato con chiunque lo incontrasse, nella vita privata i parenti e gli amici più intimi lo ricordano come un marito e un papà premuroso, un nonno paziente e amorevole, un amico affettuoso. Nell’amicizia e nel bisogno era pronto a dare il suo sostegno, fu un uomo che amava stare in compagnia e aveva profondo rispetto per tutti, soprattutto per gli avversari politici. Uomo di profonda cultura umanistica, condivideva il suo sapere con semplicità e, quasi, in punta di piedi. Si intratteneva spesso con gli amici per raccontare di mitologia, di storia, di poesia, con semplicità.

Un annus horribilis, il 2020, per il nostro giornale. Dopo la prematura, improvvisa, scomparsa dell’indimenticabile amico e collega Rodolfo Amodeo, anche il nostro direttore responsabile, Salvatore Agati, ci ha lasciati.

Scrivere, così, di getto, in poche ore, quasi inaspettatamente la biografia del direttore responsabile del giornale nonché di una personalità tra le più in vista dei circoli culturali siciliani fa un certo effetto e attribuisce all’ignaro estensore una grande responsabilità intellettuale.

Avrei voluto esserne dispensato dall’arduo compito, ma appresa la notizia dal sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi – a cui è capitata la luttuosa circostanza di dover dare l’annuncio della scomparsa dell’ex primo cittadino – nel corso di un briefing di redazione in video conferenza l’editore ha insistito e ha preteso che fossi io a compilare e a firmarne il profilo del nostro compianto direttore. Da parte mia lo debbo soprattutto alla memoria dell’uomo di cultura quale, senza tema di smentita, è stato Turi Agati, così come affettuosamente era solito lo chiamassero i suoi amici. Egli, come una schiera di suoi coetanei, ha incarnato il ruolo dello storico municipale – ce n’era uno per ogni città che avesse almeno un campanile o una pietra vetusta – dedicando i migliori anni della sua vita, e tanta energia, alla ricerca storica e alla divulgazione culturale della città di Randazzo e alla valorizzazione dell’identità siciliana, mediante pubblicazioni a stampa – anche a carattere esplicativo – servizi giornalistici e radiofonici. Quindi un doveroso tributo che mi unisce a un profondo legame per la ricerca storica.

In un’altra sede, quando l’emergenza sanitaria sarà cessata, personalità più erudite di chi scrive, sapranno tracciarne un profilo più compiuto e riconoscerne l’esatto ruolo che egli occupa nella storia. Per brevità ed esigenze editoriali, legate alla velocità con cui mi si chiede la stesura del testo, in questa sede mi limiterò a un modesto e breve ricordo, con i dati salienti e di estrema sintesi circa la sua esistenza umana.

Salvatore Agati, nasce a Randazzo nel maggio del 1939. I suoi genitori vollero che il giovane si istruisse e lo affidano, per l’istruzione primaria, agli insegnamenti della scuola pubblica. Il suo primo, indimenticato, educatore fu il maestro Gangemi. Così il suo personale ricordo di quel periodo: “Dopo l’ultimo conflitto mondiale che aveva arrecato alla mia città gravi lutti, atroci sofferenze, spaventose distruzioni, poco più che bambino frequentavo la scuola elementare sita nell’antico quartiere “lombardo” di San Martino. Ricordo con nostalgia gioiosa e allo stesso tempo dolorosa le visite di noi alunni alle vestigia che raccontano nei secoli la nostra storia, accompagnati dall’anziano insegnante Mario Gangemi, dotto e appassionato cultore di antichità.”

Gli anni giovanili sono cruciali per la sua formazione e per il suo futuro di studioso e di ricercatore di memorie patrie. L’incontro con un grande sacerdote ed educatore, profondo studioso della storia di Randazzo, il compianto salesiano Don Salvatore Calogero Virzi, sarà fondamentale. L’amicizia, la stima e la riconoscenza verso il maestro saranno sempre vive nell’arco dell’intera esistenza di Agati. Tant’è che egli stesso organizza in suo onore e alla sua memoria numerose manifestazioni e gli dedica un volume dal titolo: “Una vita dedicata a Randazzo. Salvatore Calogero Virzì e le sue opere”, edito nell’agosto del 1979 in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria al salesiano.

Grazie all’incontro con Don Virzì, il solco del suo futuro culturale è tracciato. Egli – come afferma lo stesso salesiano nella presentazione del primo libro di interesse storico scritto da Agati: “L’Oinochoe col mito dei boreadi. Il gioiello del Museo di Randazzo” (1982) – seppe assimilare dal suo maestro “amore allo studio, al bello, alla storia presa nel classico senso di «maestra di vita», alla ricerca e all’indagine”. Insomma, una sorta di testamento spirituale che lo farà assurgere a pupillo dell’instancabile religioso. Da quell’incontro giovanile, scaturirà un interesse culturale per la ricerca storico-artistica, in particolare sulla città di Randazzo, che lo accompagnerà per l’intera sua esistenza.

La ricerca storica si aggiunge a un’altra sua grande passione: la poesia. Numerosi sono, infatti, i suoi componimenti, ma altrettanti sono i riconoscimenti e gli apprezzamenti da parte della critica letteraria attribuite alle sue raccolte di versi.

Dopo gli studi classici si laurea in Agraria presso l’Università degli studi di Catania. Dapprima agronomo, libero professionista, poi docente di ruolo nella Scuola Media. Incaricato preside presso la Scuola Media Statale di Maletto, successivamente, nel 1981, è nominato docente di scienze negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore. Tuttavia, ad assorbire il suo tempo sarà la politica locale che privilegia e antepone alla propria carriera.

Il periodo universitario è il tempo in cui inizia il suo contatto con gli ambienti politici e le segreterie di partito. Questa frequentazione negli anni avvenire, a partire dalla fine degli anni Sessanta, si trasformerà in intensa attività politica. Il giovane Agati, diventerà un indiscusso leader politico locale e un amministratore in auge. Il rischio, a questo punto, è di fare il panegirico dell’uomo politico. Un argomento cui non voglio avere né il rischio né l’onere di affrontare perché potrebbe dividere gli animi, offuscarne o esaltarne la memoria. Ciò nonostante, sembra un dato condiviso e pacifico il fatto che Salvatore Agati sia stato un arguto e consapevole protagonista politico della sua città per oltre un trentennio, per capacità dialettica e oratoria, per astuzia e tatticismo politico, e per conoscenza di ogni livello di governance. Tuttavia, sarà il tempo e la storia, ma soprattutto i posteri, a valutarne il suo operato con gli eventuali meriti o demeriti e la sua personalità politica.

Agati è stato eletto consigliere comunale, per la prima volta, nel 1970, tra le fila della Democrazia Cristiana ottenendo 417 voti, contro i 464 del primo eletto (Giuseppe Montera). Nelle successive elezioni, nel 1975, ottiene 569 voti. La sua è una continua ascesa politica ed elettorale fino agli anni Novanta. Tra vittorie elettorali e fratture politiche è stato sindaco tra il 1975 e il 1990, consigliere provinciale di Catania dal 1990 al 1994 e assessore provinciale dal 1992 al 1994.

Il suo percorso politico e culturale è stato contrassegnato da uno spiccato interesse per la cultura e per l’identità siciliana. A coronamento di quest’antico ideale nei primi anni del Duemila si avvicina al Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo a cui per un breve periodo fu legato anche politicamente.

Grazie al sindaco Agati il comune di Randazzo, a metà degli anni Ottanta, pubblicò i volumi contenenti gli atti del convegno “Gli eredi di Verga” (1984) e “Operai di sogni. La poesia del Novecento in Sicilia” (1985). Erano i tempi in cui Agati ebbe un’assidua amicizia con il collega sindaco Enzo Grasso che a Castiglione di Sicilia da parte sua organizzò, per diversi anni, il premio Akesineide. Furono questi, riusciti tentativi di rimarcare il carattere non solo nazionale dell’opera letteraria dei siciliani, ma nel contempo di valorizzare autori rimasti al margine dell’ambito letterario aulico.

Con la fine della cosiddetta “prima repubblica”, tuttavia, nella sua carriera politica si registra una cesura. Dopo tangentopoli sono gli anni della riforma elettorale. Il quadro normativo e il modo di amministrare i comuni e le città cambiano profondamente. Ciò nonostante, nella primavera del 2003, in un tempo in cui dai partiti democratici di massa si era già passati ai partiti post-democratici, pianifica un riuscito tentativo per iniziare un nuovo percorso politico-amministrativo, caratterizzato dalla modernità.

Pertanto, dopo un lungo periodo di inattività dalla scena politica è clamorosamente eletto sindaco con il sistema maggioritario. In questo frangente c’è, tuttavia, ancora tempo per un’iniziativa politico-culturale che soltanto una personalità sensibile culturalmente avrebbe potuto intraprendere. L’ottenimento per la città di Randazzo di una medaglia d’argento al merito civile “per l’ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio durante i bombardamenti dell’estate 1943” concessa con decreto del Presidente della Repubblica del 25 gennaio 2005.

Egli era abituato a fare politica e ad amministrare il comune, alla vecchia maniera, tra uomini saldamente ancorati alla dura disciplina di partito e a combattere le battaglie sociali come si affrontavano ai tempi di Almirante e Berlinguer, Andreotti e Craxi. Pertanto, la sua carriera politica di amministratore locale si chiude, definitivamente, nel 2008.

Se la morte non l’avesse colto con tanto impeto, quasi di sorpresa, egli avrebbe dato alle stampe una summa della Storia di Randazzo su cui lavorava da tempo e per la quale mi aveva chiesto, e ottenuto, la mia personale disponibilità per una revisione dei testi, degli apparati critici e bibliografici.

Il destino, purtroppo, gli è stato beffardo a lui che presenziava tutte le veglie funebri e i funerali. A causa dell’emergenza sanitaria non sarà possibile rendergli omaggio così come egli era solito fare ai defunti concittadini. Il destino gli è stato beffardo anche per non avere potuto godere la gioia per la nascita del suo primo pronipote. Da qualche giorno era infatti diventato bisnonno.

Il professore Agati era un cattolico praticante. La sua fede, tutt’altro che blanda, è testimoniata da un episodio cui sono stato personalmente testimone. Qualche anno fa gli chiesi cosa ne pensasse dei continui, immotivati, attacchi culturali, che giungevano a mezzo stampa da parte di uno scrittore bizzarro, che la storia ha già collocato tra i minori e i narcisisti. La sua risposta fu immediata e telegrafica: “Dottore Scarpignato, non posso permettermi di commettere peccati, debbo pensare per la mia anima e non voglio macchiarla a causa di un piccolo provocatore.”

I funerali del professore Agati si svolgeranno in forma privata, domani 04 novembre 2020, alle ore 16, nella basilica di Santa Maria Assunta in Randazzo.

Alla moglie Lina, ai figli Rosaria e Alfio con i rispettivi coniugi Giusi e Pippo, ai nipoti Virginia con il suo sposo e a Vittorio e Davide giunga il mio personale cordoglio a cui si associa quello dell’editore, del condirettore Corrado Petralia e di tutta la redazione e i collaboratori del Gazzettino.

Gaetano Scarpignato

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Senza pretesa di completezza, si presenta la bibliografia degli scritti principali. Si omettono presentazioni, introduzioni, contributi, articoli pubblicati sui quotidiani e in altri periodici.

  • Eccomi: primo incontro, Catania 1972;
  • Una vita dedicata a Randazzo. Salvatore Calogero Virzì e le sue opere. Acireale 1979;
  • L’oinochoe col mito dei Boreadi. Il gioiello del Museo di Randazzo, Catania 1982;
  • La mia terra, Catania 1982;
  • [coautore con G. Bàrberi Squarotti] Gli eredi di Verga. Atti del Convegno nazionale di studi e ricerche. Randazzo 1984;
  • Itaca è ancora lontana, Acireale 1985;
  • [coautore con S. Nibali] Frate Umile da Petralia. Atti del convegno. [S. l. s. n.], 1987;
  • Randazzo, una città medievale, con fotografie di G. Leone e A. Saffo, Catania 1988;
  • Premio di poesia Altarello. III Antologia delle poesie premiate e segnalate, 10 edizione. Giarre a cura dell’Associazione turistico-sportiva Altarello 1992;
  • Introduzione a: Virzì, Salvatore Calogero, Il castello della Ducea di Maniace, Catania 1992 (opera postuma);
  • [coautore con F. Barbagallo] Etna. Il vulcano e l’uomo, Catania 1993;
  • Horatio Nelson. Un eroe senza paura ma non senza macchia, Catania 2005;
  • Carlo V e la Sicilia. Tra guerra, rivolte, fede e ragion di stato, Catania 2009;
  • Finalmente ad Itaca, Castiglione di Sicilia 2016;
  • Via crucis cosmico-dinamica, Castiglione di Sicilia 2016

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