Alcantara: il fiume che non c'è -
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Alcantara: il fiume che non c’è

Alcantara: il fiume che non c’è

Un ponte sospeso su un fiume che non c’è. Pesci stecchiti sulle rocce. La vicenda del fiume Alcantara a secco supera il peggiore degli incubi. Tra gli altri, se ne è occupato il Wwf Sicilia nord orientale Giarre, presieduto da Vita Raiti che spiega: «Il tratto di fiume a secco è quello che va da Mojo a Castiglione. Invece dove ci sono le gurne di Francavilla l’acqua c’è ed è abbondante perché ci sono dei torrenti affluenti dell’Alcantara che apportano acqua e delle risorgenze. Ma si tratta delle stesse risorgenze (provenienti dall’Etna) che dovrebbero portare acqua nella zona ora a secco: vengono intercettate da un acquedotto che negli anni ’70 portava acqua a Messina; pare che ora però Messina non attinga più dall’Alcantara e si approvvigioni da altri posti».

I volontari del Wwf, insieme ad altri ambientalisti, hanno effettuato un sopralluogo insieme a rappresentanti dell’Ente Parco fluviale dell’Alcantara. La captazione delle acque è nascosta, ma si sente il rumore dell’acqua. Pare che le acque del fiume vengano utilizzate da una centrale idroelettrica di per produrre energia elettrica. «Una centrale idroelettrica però – spiega Vita Raiti – per essere sostenibile deve riportare l’acqua nel fiume, invece l’acqua procede in questo acquedotto e non sappiamo se viene poi utilizzata dai Comuni o si perda. Ma ciò che conta è che l’acqua non torna più nel fiume mentre la portata minima del fiume deve essere garantita. A Cuneo per un caso simile sono stati condannati privati o enti che avevano prelevato tutta l’acqua. Se fosse una conseguenza della siccità allora dovrebbe essere a secco tutto il fiume, non solo un tratto».

Chi dovrebbe vigilare sul fiume Alcantara? Dovrebbe essere l’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia. Agli ambientalisti l’Ente parco fluviale dell’Alcantara avrebbe detto che la captazione delle acque avviene fuori dai confini del parco e per questo non può fare nulla.

A seguito del clamore mediatico suscitato dalle denuncie degli ambientalisti, arrivata pure al Tg1, pare che qualcosa si sia mosso e la prossima settimana dovrebbe esserci incontro tra rappresentanti del parco fluviale, regione e altri enti.

«Nel corso del nostro sopralluogo – continua Vita Raiti – abbiamo visto anche degli aironi che non sapevano dove poggiarsi perché non trovavano acqua. Con le piogge il problema potrebbe essere superato ma ciò che è andato distrutto nel periodo di secca totale non è scontato che si recuperi».

Ma non finisce qua. Il Wwf ha ricevuto segnalazioni riguardanti anche il fiume Fiumefreddo secondo le quali il fiume non arriva più a mare. Anche in questo caso l’acqua viene captata da qualche parte.

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