Alberghiero Giarre: Festa della Regione celebrata in DAD per sviluppare le competenze di cittadinanza -
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Alberghiero Giarre: Festa della Regione celebrata in DAD per sviluppare le competenze di cittadinanza

Alberghiero Giarre: Festa della Regione celebrata in DAD per sviluppare le competenze di cittadinanza

Sabato 16 maggio scorso, una selezione di studenti rappresentanti gli indirizzi dell’Istituto Alberghiero “Falcone” di Giarre, diretto dalla professoressa Monica Insanguine, ha celebrato la Festa della Regione Siciliana, che si festeggia il 15 maggio. Grazie all’organizzazione dei docenti di Lettere Cinzia Emmi, Angela Barbagallo e Francesco Carbonaro, in collegamento in videoconferenza, gli studenti delle classi IV A Sala, V A Accoglienza e V E Enogastronomia hanno ricordato l’autonomia della Regione a Statuto speciale per sviluppare le competenze di cittadinanza.

Attraverso i ricordi dei poeti che hanno vissuto nell’Isola o che vi hanno soggiornato (dal periodo arabo fino alla prima metà del Novecento, tra cui Pascoli, Quasimodo e Cattafi), sono stati recitati versi che danno testimonianza della traccia che la Sicilia ha lasciato nel loro cuore e nel loro immaginario. È stata svolta anche una riflessione sui proverbi in siciliano che rispecchiano la saggezza popolare tramandata oralmente e che diventano dettami da tramandare alle generazioni future.

Ospite d’onore il poeta Francesco Vasta, che commuove sempre per le sue poesie d’occasione, apparentemente lineari e di facile comprensione, ma che aiutano a riflettere sull’essenza del vivere e sulle recenti esperienze di quarantena. Come si legge nella poesia A didattica a distanza, in cui dialogano un vecchio professore e uno giovanissimo sull’opportunità di continuare a trasmettere conoscenze e competenze anche attraverso uno schermo di computer e sulle difficoltà riscontrate quotidianamente, sulle ritrosie e gli scetticismi generali, «Tu ca sì giùvini a ’sti cosi muderni t’abbituàri, / ’na vita cc’hai davanti ppì putìri migghiurìri, / iù accussì vecchiu non pozzu cchiù canciari!» (clicca e leggi la poesia A DIDATTICA A DISTANZA E CHIDDA ‘N PRISENZA).

La scuola, infatti, resta pur sempre un’esperienza da vivere soprattutto in presenza.

 

 

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