Giarre, Bilancio stabilmente riequilibrato: il Ministero tira le orecchie al Comune -
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Giarre, Bilancio stabilmente riequilibrato: il Ministero tira le orecchie al Comune

Giarre, Bilancio stabilmente riequilibrato: il Ministero tira le orecchie al Comune

Se ne è parlato per mesi. Ma è stato inutile. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire oppure non capisce. Ve l’abbiamo raccontato e per questo siamo stati “accusati” di non amare la città. E adesso arriva lui, un burocrate “ficcanaso” romano del Ministero dell’Interno, a tirare le orecchie a qualche somaro giarrese.

Eh già. Perché edulcorare, se localmente può funzionare per convincere i più disattenti, fuori dai confini giarresi, e con le carte in mano, non funziona e si rischiano figure di “fediana” memoria. Ci riferiamo all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato 2018/2022 approvato dal Consiglio comunale giarrese il 24 febbraio scorso e adesso, come da procedura, passato al vaglio del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali.

Ma per comprendere meglio la vicenda è necessario un piccolo passo indietro. Come è noto il Comune di Giarre è in dissesto dall’11 luglio 2018. Il 29 agosto del 2018 è stato nominato l’Organismo di liquidazione. Da quel giorno il Comune aveva 3 mesi di tempo per approvare l’ipotesi di bilancio riequilibrato. Il 21 dicembre 2018 il Ministero ha provveduto alla segnalazione dell’Ente per inosservanza del termine all’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana e sono arrivate le prime diffide.

Nel frattempo a Giarre abbiamo assistito a più tentativi di approntare questa ipotesi di biliancio fra errori e bocciature del Collegio dei revisori finché, a quasi 13 mesi dalla scadenza dei termini, il “braccio di ferro” tra amministrazione e revisori dei conti diventa particolarmente ostile.

Oggetto del contendere: il parere sull’ipotesi di bilancio predisposta dall’amministrazione che sarebbe dovuta essere approvata dal Consiglio comunale. Come non ricordare la lettera che il 15 gennaio scorso il sindaco inviò ai revisori “invitandoli caldamente” a rilasciare parere ipotizzando che il loro potesse essere un atteggiamento pretestuoso (clicca e leggi la lettera riscontro_nota_revisori).

Infine le polemiche sul Dup (documento unico di programmazione), assente dalla documentazione dell’ipotesi di bilancio riequilibrato proposto dall’amministrazione e che per taluni era necessario ma che per altri, sindaco in testa, non era necessario tant’è che durante la seduta di Consiglio comunale dichiarò “è necessario fare chiarezza perchè sono state fornite anche a mezzo stampa tante notizie inesatte; osservo che la programmazione del riequilibrio finanziario è contenuta nel modello “F” allegato al piano e che autorevoli esponenti e cultori della materia ritengono che non è necessario allegare il DUP”.

Alla faccia delle notizie inesatte… E saremmo pure curiosi di sapere chi sarebbero questi cultori…

E dopo le notizie inesatte, ecco arrivare il funzionario impiccione del Ministero dell’Interno che ha “vivisezionato” l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato predisposto dall’amministrazione e approvato dal Consiglio comunale lo scorso 24 febbraio. Una relazione che, in “sole” 43 pagine, esamina le carenze della documentazione in suo possesso. E cosa evidenzia?

Che per ritenere valide le misure disposte dall’ente per consolidare la propria situazione finanziaria e la capacità delle misure predisposte di assicurare stabilità alla gestione finanziaria dell’ente medesimo, è necessario (ops!) acquisire, entro il termine massimo di sessanta giorni, ulteriori elementi integrativi. E quali?

Tra i numerosi atti richiesti, perché in alcuni casi del tutti assenti o carenti, figura il Pre-consuntivo 2019 completo del parere dell’Organo di revisione, considerato che, alla data di riscontro del supplemento istruttorio l’esercizio finanziario 2019 è già trascorso e, quindi, le riscossioni e i pagamenti dell’anno 2019 sono oramai noti all’ente.

E poi? Il Ministero dell’Interno ha poi rimardato la mancata presentazione del Documento Unico di Programmazione 2018-2020, per il quale, alla vigilia del voto in Consiglio comunale, si erano registrate non poche fibrillazioni tra l’amministrazione e il Collegio dei revisori dei conti. Vi è di più: nella nota ministeriale si ribadisce la necessità di fornire non solo il Dup ma che lo stesso venga approvato, con apposita delibera, dal Consiglio Comunale, e non trasmessa dall’ente quale allegato all’ipotesi di bilancio.

Meno male che per il sindaco non era necessario allegarlo… Il Ministero pretende una apposita delibera di Consiglio comunale.

Tra gli atti mancanti figurano anche la delibera di adeguamento e di aggiornamento dei proventi dei canoni dei beni patrimoniali per gli anni 2018, 2019 e 2020; l’attestazione sull’eventuale esistenza di beni patrimoniali in comodato d’uso gratuito; copia della delibera comunale di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.

E sulla corposa nota del ministero dell’Interno interviene il consigliere Francesco Cardillo che col sindaco ebbe un acceso scontro sull’argomento: “Non è una sorpresa per me (anche per noi ndR) aver letto i rilievi del Ministero dell’Interno. Non lo è perché sono esattamente i rilievi sollevati durante la mia dichiarazione di voto sulla proposta di bilancio riequilibrato e che hanno determinato il mio voto contrario alla stessa.

In sede di dichiarazione di voto ho palesato l’assenza di alcuni atti e previsioni che ritenevo indispensabili per la presentazione della proposta e la nota del Ministero conferma la fondatezza di quelle osservazioni.

Ritenevo il Dup un documento che per la sua valenza programmatica è fondamentale e preventivo rispetto al piano e infatti il Ministero ne chiede copia accompagnato dalla relativa delibera di approvazione del consiglio comunale che ovviamente non c’è in quanto mai presentata all’attenzione del consiglio comunale. Chiedevo il preconsuntivo 2019 e anche questo è uno dei primi documenti richiesti dal Ministero. Chiedevo all’amministrazione ed ai revisori se era rispettato il vincolo di riduzione del 20% dei costi dei servizi in quanto non era possibile derogare a questa norma in una ipotesi di bilancio riequilibrato in cinque anni e il Ministero ci dice infatti che non può essere attuata la riduzione in cinque ma adesso dovrà essere compressa in un arco temporale più breve.

Purtroppo in sede di approvazione della proposta di delibera le osservazioni da me sollevate furono liquidate con sufficienza spingendo e pressando il Consiglio ad una votazione immediata ma così come previsto ci ritroviamo oggi a parlare proprio di quegli atti di cui mettevo in evidenza la mancanza”.

Ora, ci sarebbe da ridere se tutto ciò, dopo 18 mesi dal dissesto, non fosse vero ma lo è. E non perché siamo disfattisti ma tristemente realisti… Ma finirà, prima o poi.

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