Giarre, parenti serpenti, veleni e dimissioni a raffica in Confcommercio sulla "Passeggiata contro il pizzo" -
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Giarre, parenti serpenti, veleni e dimissioni a raffica in Confcommercio sulla “Passeggiata contro il pizzo”

Giarre, parenti serpenti, veleni e dimissioni a raffica in Confcommercio sulla “Passeggiata contro il pizzo”

Veleni, lotte intestine, raffica di dimissioni e tensione alle stelle. Sullo sfondo la piccata nota della Confcommercio giarrese che ha innescato sui social una polemica sul mancato invito all’iniziativa “Passeggiata contro il pizzo” promossa in sinergia dall’amministrazione comunale e l’associazione antiracket “Libero Grassi” Asaec.

La Confcommercio presieduta da Attilio Lo Po’ commentando sulla propria pagina social la manifestazione di giovedì sera ha rimarcato “la gravità di alcune dimenticanze di associazioni ed istituzioni che hanno tralasciato il fatto che forse era obbligo inviare un invito ufficiale alla nostra associazione visto che si sarebbe girato per i negozi dei nostri associati a regalare calendari e che forse quando si entrava nelle attività sarebbe stata opportuna la collaborazione con Confcommercio. Oltre al fatto, poco piacevole, che alcuni negozi, nostri associati, non sono stati oggetto della visita di questa delegazione. Ringraziamo comunque tutti e soprattutto l’Arma dei carabinieri rappresentata dal Capitano Luca Leccese con il quale esistono da tempo rapporti collaborativi eccellenti”.

La nota della Confcommercio ha suscitato la pronta reazione del vice sindaco e assessore alla Sicurezza Patrizia Lionti: “Fa un immenso piacere leggere questo comunicato e cogliere – finalmente! – uno scatto d’orgoglio, una presa di posizione così perentoria ed indignata da parte di Confcommercio per non essere stata, come “direttivo capitanato dal proprio presidente”, resa protagonista di questa iniziativa per sensibilizzare su un tema così delicato e dar seguito alla dimostrazione di grandissimo coraggio e senso della legalità di un proprio ex associato, di un imprenditore che continua ad investire e credere nel comparto delle attività produttive a Giarre. Si perché, purtroppo, questo stesso direttivo e questo stesso presidente, profondamente indignati oggi, non li ho visti in aula, durante la prima importantissima parte del processo appena conclusosi. Non ho visto Confcommercio costituirsi parte civile insieme alla persona offesa, all’Asaec ed al Comune di Giarre. Mancanza di fondi? L’unica cosa che per me conta davvero: dopo l’esito del processo, dopo il riscontro dell’altro pomeriggio, sono davvero felice, non tanto come piccolo amministratore di passaggio, ma come cittadina giarrese, come figlia di ex commerciante, come figlia di un padre coraggioso”.

La vicenda giudiziaria citata dalla Lionti è quella che ha coinvolto il commerciante giarrese Tonino Torrisi, vittima di un grave episodio di estorsione. Al processo Confcommercio e persino l’Ula Claai di cui Torrisi faceva parte dello stesso direttivo, hanno preferito defilarsi astenendosi dalla costituzione di parte civile al processo che vede alla sbarra i tre presunti aguzzini del commerciante taglieggiato.

E sulla stessa linea dell’assessore Lionti anche la nota, anch’essa diffusa sui social dell’associazione antiracket ASAEC: “E’ davvero singolare e stupefacente leggere quanto da Voi scritto, soprattutto alla luce della vostra (Confcommercio di Giarre) mancata costituzione di parte civile proprio a tutela di un “suo” socio (ormai “ex”) in un processo per estorsione mafiosa, reclamare l’obbligatorio invito (ma noi non siamo istituzione!) e rimproverare chi, da circa 30 anni volontariamente e gratuitamente sostiene ed accompagna chi denuncia, presenziando ai processi, indipendentemente dall’adesione o meno al sodalizio”.

E ieri, come se già non bastassero le polemiche, tre dei sette componenti del direttivo della Confcommercio, Placido Pappalardo, Andrea Giglio e Maurizio Munaó, si sono dimessi, in aperta polemica con la linea di Confcommercio. Un piccolo terremoto destinato a lasciare il segno poiché altri componenti hanno manifestato l’intenzione di accodarsi.

Il presidente Lo Po’ ha preferito in questa non commentare l’accaduto che promette nuovi e imminenti risvolti, riservandosi di farlo a breve, lasciandosi scappare una frase tutt’altro che distensiva: “Sarò un caterpillar. Dirò tutto quello che c’è da dire a gamba tesa. Contro questi fantocci…”.

Mario Previtera

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