Gioco illegale, in crescita truffe e sequestri -
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Gioco illegale, in crescita truffe e sequestri

Gioco illegale, in crescita truffe e sequestri

Slot pirata, macchinette illegali: la criminalità cerca di inserirsi nel circuito del gioco d’azzardo. Con storie da film.

Un giro d’affari che vale fino a 20 miliardi di euro. Questo il tetto raggiunto dal gioco illegale in Italia, praticamente il 20% di quello legale. Numeri troppo elevati, che ci fanno capire come truffe e raggiri non siano qualcosa di limitato a film o serie tv.

Il sommerso esiste, i pericoli esistono. E vanno combattuti. Oltre alle infiltrazioni criminali, è certo che l’area del gioco presenti dei rischi per la salute dei cittadini, anche se i dati oggi in nostro possesso sono, forse, meno allarmanti di quelli che emergono dal consumo di tabacco, di droghe e di alcol”, ha dichiarato recentemente Federico Cafiero De Raho, procuratore antimafia che ha curato l’inchiesta, che si è soffermato anche sul come combattere questa piaga, ovvero non vietando di giocare legalmente: “le norme proibizioniste infatti da un lato limitano la libertà dall’altro spalancano praterie per il gioco illegale”.

Ma truffe e raggiri possono infiltrarsi anche nel circuito legale dei casinò. È quanto accaduto negli anni Ottanta, quando Tommy Glenn Carmichael riuscì a seminare il panico in California, svaligiando di fatto ogni slot machine che trovava sul suo percorso. Il procedimento era semplice: bastava un pezzo di metallo che, immesso nella fessura per inserire i gettoni, faceva scattare in automatico il pagamento, pur senza aver vinto. Una truffa che oggi non sarebbe in alcun modo possibile, visto l’alto grado di automazione e di sviluppo delle slot machine odierne, ma che all’epoca fu un vero e proprio scandalo. Tommy fu colto in flagrante e così condannato a cinque anni di galera. Oggi lavora in un casinò, come responsabile dell’ufficio anti-truffe.

Da storie simili si sono creati soggetti famosissimi per il cinema, come quello di ‘21’, pellicola entrata di diritto nel firmamento dei rapporti tra slot e grande schermo. Protagonisti un gruppo di studenti del MIT, università americana molto nota in patria, che erano in grado di contare al Blackjack. Una pratica non illegale, ma allo stesso modo messa al bando. Simile fu la storia di Don Johnson, giocatore professionista che attraverso il Mit Blackjack Team riuscì a racimolare qualcosa come 15 milioni di dollari.

Tornando all’oggi e soprattutto all’Italia, secondo la Guardia di Finanza la maggior parte delle truffe avvengono ancora sul lato terrestre, per quanto siti illegali e possibili pirati informatici assedino sempre di più anche il segmento online. Se nel 2016 furono sequestrati appena 51 apparecchi, con tributi evasi per ‘soli’ 476 mila euro, nel 2017 il numero ha ricevuto un’impennata clamorosa: oltre 2.400 le slot pirata, con un danno erariale di 952 mila euro.

Numeri da capogiro, per una situazione critica e problematica che non è un film, ma tutta realtà.

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