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La Crias e i finanziamenti agli artigiani, neanche fosse un’opera teatrale…

La Crias e i finanziamenti agli artigiani, neanche fosse un’opera teatrale…

Samuel Beckett, irlandese come Joyce, scrisse la sua opera teatrale più famosa”Waiting for Godot” qualche anno dopo la fine della seconda guerra mondiale, tra il ’48 ed il ’49, ma soltanto nel 1953 riuscì a portarla sulle scene in un teatro parigino.

La C.R.I.A.S. (Cassa Regionale per il credito alle Imprese Artigiane Siciliane) nasceva un anno dopo con legge regionale del 27 dicembre, n. 50, ed oggi, sul proprio sito, si autodefinisce “come uno dei protagonisti del processo di industrializzazione dell’economia siciliana sostenendo il rafforzamento e la crescita delle imprese artigiane. Favorendo l’accesso al credito da parte delle imprese artigianali”.

Sulla scena teatrale si trovano sempre due vagabondi, Estragon e Vladimir, e un albero; i due vagabondi sono in attesa di un personaggio che non arriverà mai e del quale non si conosce neppure l’identità, mentre il dialogo tra i due è un continuo rimando al vuoto, al solo nulla, alla perdita di valore della stessa realtà. La parte importante dell’opera di Beckett è soprattutto l’attesa:”Quanto tempo sarà che stiamo insieme dal mattino alla sera? – Non so. Cinquant’anni, forse (…) Mi domando se non sarebbe stato meglio restare soli, ciascuno per conto suo”.

Sul sito della Crias si trovano regolarmente pubblicati gli elenchi relativi ai finanziamenti deliberati in favore del “settore agricoltura” relativi al quarto bando, frutto di apposita convenzione con l’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, ultima delibera proprio pochi giorni fa con 31 pratiche, la maggior parte per 30 mila euro con quasi un terzo nel catanese per la produzione primaria, coltivatore diretto od imprenditore agricolo, per quelli destinati alla lavorazione e commercializzazione di prodotti agricoli, bisogna risalire a marzo con una sola pratica per 200 mila euro.

Vi è anche un elenco destinato alle imprese di autotrasporto merci conto terzi, l’ultima il 7 maggio, con una sola pratica approvata per 50 mila euro in provincia di Catania.

Non esiste completamente l’elenco delle pratiche deliberate in favore del settore alberghiero che, da anni, tanti euro porta nelle tasche di un gruppo di dipendenti, sempre frutto di un’apposita convenzione fra l’ente ed il competente Assessorato regionale al turismo, dello sport e dello spettacolo, pratiche oggetto spesso di indagini da parte della magistratura di varie parti della nostra isola.

E gli artigiani che fine hanno fatto? L’elenco delle pratiche dei vari finanziamenti relativi al loro settore risulta fermo al mese di aprile del 2018, oltre un anno fa. E l’attuale commissario, dopo aver deliberato lo scorso mese di ottobre 2018 tante pratiche (ancora non pubblicate) per le dimissioni irrevocabili, prima del presidente, e subito dopo degli altri due componenti del consiglio di amministrazione, si ritrova a scoprire che alla Crias non vengono approvati, da anni, i bilanci mentre lo statuto prevede espressamente all’articolo 22 l’approvazione del bilancio consuntivo entro 120 dalla chiusura dell’esercizio e per particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto sociale dopo altri 60 giorni, ma con le ragioni segnalate nella relazione indicata e prevista dall’articolo 2428 del codice civile; bilancio consuntivo che, ai sensi dell’articolo 19 dello stesso statuto, deve essere predisposto dal direttore generale corredato da dettagliate relazioni illustrative.

Addirittura l’articolo 1 dello statuto prevede espressamente la vigilanza della Regione siciliana, ma basta effettuare una ricerca sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia e non trovare, da anni, la legge di approvazione del bilancio dell’ente pur essendosi avvicendati sulla più alta poltrona dell’ente un commissario dopo l’altro.

E intanto cosa fa un artigiano siciliano: va a teatro ed aspetta “Godot”. Forse è giunto il tempo, invece, che “qualcuno vada a casa!”

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