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Intervista a tutto tondo con il regista italo-americano Francis Ford Coppola

Intervista a tutto tondo con il regista italo-americano Francis Ford Coppola

“Ritengo che gli italiani siano brave persone” ha  affermato  il regista Francis Ford Coppola in un’ intervista rilasciata a Biagio Maimone per il quotidiano America Oggi e che lo stesso autore ci invia e che noi pubblichiamo, riferendosi alla problematica dell’immigrazione, dicendosi convinto che “prevarrà la benevolenza e la gentilezza degli italiani nell’affrontarla”

“L’America ha goduto di molti benefici provenienti dagli immigrati italiani” ha rimarcato, facendo riflettere sul valore che l’immigrazione può generare per le Nazioni che ne sono coinvolte.

Chiedendogli, inoltre, quali azioni si dovrebbero intraprendere per progredire, per svilupparsi e fare in modo che  la nostra terra diventi accogliente per  le giovani generazioni, ha replicato sostenendo che  “Ciò che tutti gli italiani possono fare a favore della propria terra è stipulare un patto nazionale, indire un “referendum” che stabilisca di dire solo la verità”, ponendo in  luce, in tal modo,  il valore della verità  perché si affermi lo sviluppo umano.

Di seguito l’intervista completa

– Gentile Maestro, desidero, innanzitutto, ringraziarla per aver accolto  la mia richiesta. Sono  molto  lieto, pertanto,  di poter intervistare uno dei maggiori e più illustri cineasti della storia del cinema ed anche lieto di condividerne le origine lucane. E’ noto il suo grande amore per l’Italia ed, in modo particolare, per Bernalda, dove sono nati i Suoi nonni.  Si può ritenere che l’Italia, oltre ad essere la  terra delle sue origini, rappresenti  per lei  anche una delle  fonti ispiratrici della  Sua  arte?

“Mio nonno Agostino Coppola è nato in Italia,  a Bernalda, in Lucania.  Sono un italo-americano orgoglioso delle proprie origini  e dell’eredità ricevuta da esse. L’Italia,  indubbiamente,  ha donato il suo mirabile contributo  all’arte, alla musica, alla scienza e a tutte le forme di produzione, spesso le migliori del mondo”.

– L’Italia è stata la terra dalla  quale sono emigrati molti italiani per raggiungere  l’America, vista come la terra del benessere. Essi   hanno  affrontato,  in modo sofferto, la sfida dell’inserimento  nel contesto socio-economico del continente americano, per essi sconosciuto.  Il fenomeno definito con il temine “mafia”, al di là  della violenza che la connota, rappresenta  certamente  la scelta di  un percorso non legale,  che intende  introdursi nel potere economico di un continente ricco. Nel film “Il Padrino”, che è uno tra i più travolgenti  capolavori della Sua cinematografia, si evidenzia l’interpretazione di tale fenomeno socio-economico  in termini storicistici ed esistenzialistici, perché sia compreso nel suo significato più profondo. Certo, con l’intento di debellarlo, proprio in quanto un mondo civile è fondato  sulla legalità e sulla giustizia. Sue riflessioni  in merito.

“Sono d’accordo con quanto lei ha affermato. Tuttavia, il fenomeno della mafia si è originato in Italia in quanto  essa, durante la sua storia, è stata spesso occupata da potenze straniere, quali la Spagna, l’impero austro – ungarico, la Francia, l’Arabia: ne è derivata  una resistenza silenziosa. Il modo di resistere (nascondere la verità per  sopravvivere) si è espresso con il silenzio, con la difesa dell’onore e  con la vendetta violenta:  solo in seguito  si è trasformato  in una tradizione parassitaria e crudele che è emigrata nel nuovo mondo,  così come sono emigrati  gli italiani in cerca di lavoro e gli italiani di ceto elevato”.

– Emerge,  vedendo i suoi film, come Lei sia  interprete della realtà, nelle sue forme più crude, tra le quali quelle rappresentate dal  fenomeno della mafia e della guerra, nonché dalla violenza, che da esse scaturiscono. Emerge la messa in discussione dei valori,  il dramma della difficoltà umana di separare il bene dal male. Emerge, altresì, l’impossibilità  per  i protagonisti di sottrarsi al proprio destino, in quanto la loro vita è  una trama i cui capitoli appaiono tutti scritti e non modificabili. Apocalypse Now è una vivida rappresentazione dell’insolubile dilemma morale costituito dalla   guerra, in cui si contrappongono l’istinto di morte e l’istinto  di vita, in una morsa dalla quale restano entrambi attanagliati . Quanto spazio  attribuire alla  speranza di costruire un mondo migliore, in cui viva il dialogo ed il confronto tra le diversità?

“Credo nella continua evoluzione  della nostra specie verso un futuro di bellezza, creatività, intelligenza, giustizia, miglioramento continuo  e, soprattutto, di amore reciproco.  Giacché a guidare  la storia umana non è  un  destino avverso ,  ritengo che il nostro futuro sia  positivo e spettacolare. Noi umani, in realtà,  siamo una sola famiglia  e,  come in tutte le famiglie,  vi sono difficoltà, tuttavia  prevale l’amore  e, pertanto, è sempre viva  la speranza di  creare  il paradiso sulla  nostra bella terra, che è  la nostra casa”.

– Molti sono  gli italiani che, attraverso  le proprie capacità,  hanno voluto  conquistare  l’America,  personaggi come lei,  i quali  hanno testimoniato l’eccellenza italiana nel mondo della creatività. Il cinema è l’ambito nel quale molti italiani, in America , sono stati testimonianza di grande talento.

“L’America ha goduto di molti benefici  provenienti  dagli immigrati italiani, non solo nell’ambito del  cinema, ma anche della fisica nucleare, della medicina, dell’innovazione industriale, della cucina, e di tutte le arti. Ritengo che tutti gli esseri umani,  specialmente gli italiani, siano fantastici! Ecco perché la mia previsione per il futuro è positiva”.

– All’inizio del terzo millennio, la storia ripropone il dramma dell’emigrazione sulle coste italiane come,  negli  anni trenta del  secolo passato, sulle coste dell’America. E’ sempre l’essere umano che va in cerca di un mondo migliore, che gli offra benessere?  Come interpreta tale fenomeno ?

“Ritengo che gli italiani siano brave persone. Sono certo che la benevolenza e la gentilezza degli italiani prevarranno nell’affrontare tale problematica”.

– Le chiedo se le piacerebbe  vivere in Italia e se produrrebbe un film nel nostro Paese,  con attori italiani?

“Magari! Mi piace lavorare con gli  attori italiani. L’intera popolazione italiana pullula di talenti  naturali. E’ sempre un piacere lavorare con loro. Che film farò in  futuro,  solo Dio lo sa”.

– Quale regista italiano contemporaneo ritiene possa considerarsi un grande maestro del cinema, anche a livello internazionale ?

“Registi italiani viventi? So che abbiamo perso il grande Mario Monicelli e il grande Francesco Rosi. Il caro Bernardo Bertolucci è ancora con noi ed è sempre fonte di creatività. Molti sono i grandi talenti. Avrei bisogno di tante ore per rispondere a questa domanda: senza dubbio è immensa  la genialità sia del padre del cinema italiano moderno Roberto Rossellini, sia di Visconti, di Fellini e di tanti altri! Non posso enunciare cinquanta o più nomi, come  Germi, Antonioni, Wertmuller, De Sica, Pasolini, Bertolucci, Bellochio, Petri, Scola, Dino Risi…  Devo fermarmi!”.

– La città di Matera è stata nominata Capitale Mondiale della Cultura per il 2019,  per cui ospiterà eventi ed  iniziative di portata mondiale. Città come Bernalda, Metaponto, Melfi, Maratea e tutta la Basilicata  vivranno del riflesso di tale evento. La Basilicata è una terra  i  cui paesaggi sono ancora incontaminati, come le tradizioni, la cucina, la natura  e la sua  storia.  Tuttavia, essa vede il più alto tasso di giovani che fuggono, abbandonandola per la carenza di lavoro. Lei è il maggior testimonial di questa terra perché ha saputo darle lustro, soprattutto a livello internazionale. Quali azioni la Regione Basilicata dovrebbe intraprendere per progredire, per svilupparsi e  fare in modo che diventi una terra in cui è possibile vivere per le giovani generazioni ?

“Ciò che tutti gli italiani possono fare a favore della propria terra è stipulare un patto nazionale, indire un  “referendum” che stabilisca di dire solo la verità. Non dire la verità è una forma di corruzione: è  una tradizione  che si è radicata  in Italia a causa della propria  storia, che la vede governata da stranieri. Purtroppo, la menzogna sembra essere entrata a far parte del sistema italiano. Occorre prenderne atto perché l’Italia possa  dirigersi oltre, promettendo di non mentire. L’insegnamento fondamentale che ho trasmesso  ai miei figli è quello di non mentire mai. Si dice che sia giusto dire una “bugia bianca” per non ferire i sentimenti di qualcuno. Io sostengo, invece, che non sia giusto neanche dire “una bugia bianca”, bisogna non mentire mai”.

– Infine, le chiediamo un Suo messaggio ai cittadini ital -americani e ai lettori

“Mio padre e mia madre mi hanno educato affermando: “Sei fortunato in quanto sei italo-americano: difatti,  l’America è il più grande Paese del mondo. Sei, nello stesso tempo, italiano: gli Italiani hanno regalato all’umanità i più grandi doni nel campo dell’arte, della musica, dell’alimentazione, della scienza e della cultura”.

Biagio Maimone

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