Una solennità religiosa che annualmente scandisce il tessuto delle tradizioni storiche della frazione. Anche quest’anno, Macchia, su input di don Mario Fresta e di don Anthony Raj, ha celebrato il suo santo protettore Vito.
I festeggiamenti, sviluppatisi dal 17 al 27 agosto, hanno toccato il culmine della devozione in occasione del triduo, durante il quale, è stato rinsaldato il legame tra la parrocchia San Vito Martire di Mascalucia e quella di Maria S.S. della Provvidenza della frazione giarrese.
Le due località, accomunate dal sacro fervore religioso verso il Santo, si sono riabbracciate giovedì scorso, quando don Paolo Malatesta, sacerdote della parrocchia di Mascalucia, si è presentato nell’edificio ecclesiastico macchiese con la reliquia del Santo, affinchè fosse oggetto di venerazione durante la funzione religiosa.
Il venerdi, è stato invece invitato, presso la chiesa Maria S.S. della Provvidenza di Macchia, don Gabriele Patanè, il quale esercita il proprio ministero pastorale ad Aci Catena. Egli ha officiato la messa serale del venerdi per poi partecipare alla processione che ha raggiunto la stele di San Vito restaurata.
Tale corteo religioso entrerà negli annali della sfera antropologica degli avvenimenti macchiesi, in quanto ha rappresentato la prima processione da quando la stele è stata restaurata. Il manufatto, riqualificato da qualche mese, è tornato ad essere uno dei perni attorno al quale ruota la devozione della popolazione macchiese.
Il sabato e la domenica sono assurti ad appuntamenti in cui lo spirito di venerazione verso il santo protettore della frazione ha toccato l’apice della solennità. Nella giornata di domenica mattina, ad essere investito dell’onere e dell’onore di celebrare la funzione religiosa della mattina è stato il vescovo di Patti Mons. Guglielmo Giombanco, il quale, in passato, aveva officiato la messa nelle vesti di vicario generale del vescovo della diocesi di Acireale Nino Raspanti.
I solenni festeggiamenti in onore di San Vito, organizzati dalla commissione presieduta da don Mario Fresta, sono stati connotati, anche quest’anno, da una processione snodatasi lungo le vie della frazione e sviluppatasi nelle giornate di sabato e domenica. Il fercolo di S. Vito è poi rientrato nel principale edificio di culto macchiese al termine del corteo devozionale.
La commissione, composta anche dal cassiere Angelo Grasso, dal vice-cassiere Francesco Mannino, da Orazio Bonaccorso, da Sebastiano Emmanuele e da Giusy Grimaldi, assurti ad organizzatori dell’evento religioso, ha promosso la partecipazione del corpo bandistico “Maria SS. della Provvidenza”, diretto da Rosario Mangano.
Il repertorio di quest’ultimo, è spaziato dai pezzi classici al jazz, fino ad arrivare a brani di musica leggera. Sostanzialmente comunque, il concerto posto in essere dal complesso, è stato di carattere sinfonico, nel segno di una tradizione in ordine alla quale la musica a Macchia, deve, insieme ai fuochi d’artificio, impreziosire l’atmosfera votata al sacro.
Umberto Trovato






