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Giarre, la Misericordia inneggia alla prevenzione

Giarre, la Misericordia inneggia alla prevenzione

Tre dotte dissertazioni mirate a sensibilizzare ed informare i presenti sui rischi connessi all’insorgenza di patologie cerebrovascolari e cardiovascolari. È con questo obiettivo che l’ente volontaristico “Misericordia” di Giarre ha organizzato una conferenza finalizzata ad innalzare i livelli di consapevolezza collettiva in materia di prevenzione, intesa come risoluzione più proficua non solo in termini di tutela della salute della popolazione ma anche sotto il profilo dell’abbattimento dei costi della sanità. Nella suggestiva cornice del “salone degli specchi” del Palazzo di Città, due illustri moderatori come il dott. Rosario Battiato ed il prof. Carmelo Leotta, specializzati rispettivamente nei campi della diabetologia e della geriatria, hanno sviluppato delle osservazioni propedeutiche alle esposizioni articolate dai medici Giuseppe La Rocca, Piero Banna ed Antonino Grasso. In particolare, le precisazioni dei due moderatori relativamente alla necessità di incrementare il livello di attenzione da riservare ai fenomeni che si sostanziano nella manifestazione di certe malattie, hanno trovato assonanza nelle dichiarazioni del prof. Gabriele Rapisarda, governatore della Misericordia di Giarre, e nelle parole di Alfredo Distefano, coordinatore delle Misericordie nella provincia di Catania. L’intervento del dott. Carnazzo e la puntualizzazione dei predetti in merito all’esigenza che i vari enti sposino la logica dell’associazionismo facendo rete tra di loro, hanno introdotto la tematica sciorinata dal cardiologo La Rocca inerentemente all’embolia cerebrale cardiogena. Quest’ultimo ha specificato che l’embolia di origine cardiogena causa il 15% di tutti gli ictus e che l’apoplessia (altro termine per definire l’ictus), generata da malattia cardiaca, è dovuta anche alla formazione di materiale trombotico nelle arterie. La Rocca, dopo aver asserito che l’apoplessia o stroke si caratterizza per un’improvvisa mancanza di sangue nei vasi del cervello, ha  aggiunto che la causa dell’embolia cerebrale è da addebitare alla fibrillazione atriale, alla sindrome del nodo seno atriale, alla coronaropatia, alla cardiomiopatìa ischemica,a malattia reumatica cardiaca, a stenosi mitralica con o senza fibrillazione atriale, al prolasso della valvola mitrale, ad un’endocardite settica, alla calcificazione dell’anulus mitralico, ad emboli di grasso e ad endocardite trombotica. Egli ha anche esplicitato che l’infarto è correlato al grado di risparmio del circolo collaterale. Un circolo collaterale poco ramificato favorisce infatti l’insorgenza di problematiche cardiache.

Il dott. La Rocca, ricordando che la fibrillazione atriale consiste in quell’irregolare contrazione dell’atrio dalla quale dipende la formazione di trombi, ha anche puntualizzato che nella cardiomiopatìa vi è una ridotta funzionalità ventricolare sinistra. Inoltre, La Rocca ha spiegato che con l’infarto miocardico si verifica l’acinesìa, ovvero l’incapacità di contrazione da parte di un’area del muscolo cardiaco, e che le protesi valvolari sono causa di embolia cerebrale. Egli non ha trascurato nemmeno la questione dell’endocardite infettiva responsabile della formazione di vegetazione, esplicitando che tra i fattori di rischio afferenti alla problematica dell’ictus, vi è l’ipertensione arteriosa. Una pressione arteriosa in cui la massima supera i 140 e la minima i 90, innalza la percentuale di manifestazione dello stroke, caratterizzato proprio dalla diminuzione delle funzioni cerebrali. La Rocca ha poi chiarito che le abitudini alimentari, il sovrappeso, la sedentarietà e gli squilibri alimentari incidono sull’insorgenza delle malattie cerebrovascolari e cardiovascolari. Tra i soggetti che rischiano di essere colpiti da tali patologie vi sono soprattutto i diabetici, nei quali è riscontrabile spesso anche quella fibrillazione atriale che si caratterizza per l’irregolarità dell’attività elettrica del cuore. L’obesità causata da una dieta ricca di grassi e sodio, rappresenta, così come l’inattività fisica, un altro fattore responsabile delle patologie cardiovascolari. Diversamente, una dieta ricca di grassi polinsaturi e quindi basata sul consumo di pesce, può scongiurare il rischio di insorgenza di infarti.

Successivamente, il dott. Piero Banna si è soffermato sull’ictus cerebrale in Sicilia, specificando che rispetto al 2012 è stato possibile registrare un calo sia dei pazienti ricoverati per TIA (attacco ischemico transitorio) che di soggetti ricoverati per ictus. Egli ha ricordato che una soluzione fondamentale ai fini dell’individuazione di un principio ischemico in una persona, è rappresentata, qualora il soggetto accusi malessere, dalla prova del sorriso o del sollevamento delle braccia. Se il soggetto sfoggerà un sorriso a metà o non riuscirà a mettere in posizione orizzontale entrambe le braccia, significa che rischia la paresi e quindi l’immobilità relativa ad una parte del proprio corpo. Banna ha poi aggiunto che la trombolisi, sciogliendo il coagulo che chiude l’arteria cerebrale, costituisce un rimedio efficace ai fini della cura  di quei fenomeni di infarto riguardanti il cervello. Infine, il chirurgo vascolare Grasso si è soffermato sull’arteriopatìa obliterante agli arti inferiori, ricordando che spesso si manifesta con un dolore crampiforme. In merito a ciò, egli ha esplicitato quanto sia fondamentale sottoporre il paziente ad ecocolordoppler per verificare la qualità del flusso  sangue periferico. Fondamentale risulta essere anche l’angiografia per verificare la sede e l’estensione dell’ostruzione di un’arteria cardiaca. Inoltre, Grasso  ha ricordato quanto sia indispensabile la rivascolarizzazione mediante by-pass o simpaticectomìa, soprattutto in soggetti colpiti da ulcere ischemiche. Tale precisazione è stata anche preceduta da una spiegazione sull’aneurisma, ovvero su un fenomeno che consiste nella dilatazione di una porzione di arteria laddove le pareti hanno perduto un tratto di parallelismo. La conferenza si è poi chiusa con l’intervento del dott. Giuseppe Garozzo, direttore sanitario della Misericordia di Giarre, il quale, insieme al vicesindaco Patanè, ha espresso l’augurio non solo che la formazione  possa attecchire nel nostro tessuto societario ma anche che si coltivi la politica degli investimenti su certe curative apparecchiature.

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