“Jonia-Taormina-Etna”, le grandi manovre -
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“Jonia-Taormina-Etna”, le grandi manovre

“Jonia-Taormina-Etna”, le grandi manovre

Iniziano le grandi manovre! Sette giorni pieni di novità. Ecco in ordine i principali avvenimenti

Nulla da segnalare ad inizio settimana, c’è calma prima della tempesta, il dibattito monta sotto la coltre di incertezza, arrivano segnali solo dalla Sicilia occidentale, si consolida sullo scacchiere del riassetto territoriale, il già annunciato Libero Consorzio del comprensorio del Belice con Sciacca e Castelvetrano a guidare la cordata, una trentina di Comuni in tutto tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo. Intanto, continua l’opera di Mirello Crisafulli che raduna sotto l’ala protettiva di Enna buona parte del messinese tirrenico, garantendosi così lo sbocco a mare. Ma non è finita. Prende sempre più corpo un Libero Consorzio della Val di Noto, dove l’equilibrismo numerico trova la sua ragion d’essere nei capricci di Vittoria.

Mappa_Consorzio_4Ma è solo il centro settimana ad offrire le prime avvisaglie di una guerra all’ultimo Comune. Ed ecco la prima bomba: Gela, Niscemi, Butera e Mazzarino (ca. 120.000 ab.), prendono in seria considerazione il passaggio dal Consorzio di Caltanissetta a quello di Catania, senza incidere sulla popolazione della prima, che rimarrebbe a 151000 abitanti, ma candidando di fatto Gela alla guida del Libero Consorzio residuale dell’ex Provincia di Catania. Ossia, per essere chiari, quello in cui si trovano e si troveranno, a meno di scelte diverse (Consorzio Jonia-Taormina-Etna), Giarre, Riposto, Bronte e tutti i Comuni del comprensorio etneo. Ed Acireale, che con l’uscita dalla città metropolitana di Catania si era candidata alla guida dello stesso? Un nulla di fatto! O meglio una beffa, uscito dall’influenza di Catania per ritrovare lo splendore ottocentesco, si troverebbe vassallo del feudo crocettiano. Per inciso, questa legge sembra fatta apposta per esaudire il sogno di Gela di diventare Provincia e nient’altro!

Ma ecco un altro pezzo d’artiglieria pesante! Nella distinzione politica che caratterizza il sindaco di Santa Teresa Riva, ecco uscire il coniglio dal cappello! Dal “mai con Messina” alla proposta di fusione di 9 Comuni dalla Valle D’Agrò (realtà di ca. 20.000 ab.), che forse garantirebbe al sindaco un ruolo primario nel governo della città metropolitana di Messina. Quindi, al Comune, dal sindaco Cateno De Luca, con clamore mediatico, viene indetta una conferenza stampa, dove boccia come un flop il progetto “Jonia-Taormina-Etna”, e la presentazione del progetto, ma trova al suo fianco solo il presidente del Consiglio di Fiumedinisi (suo Comune di nascita) e nessun altro.

Terzo colpo di obice sferrato dall’articolata artiglieria dursiana ripostese: viene annunciato un progetto alternativo, che vede Acireale quale focus del territorio e Riposto nel suo ambito. Sorge un dubbio: non è che sotto, sotto oltre alla netta contrapposizione all’amministrazione Caragliano, qualcuno non vede di buon grado la guida di Giarre, magari per vecchie ruggini campanilistiche?

In questo quadro, lo schieramento (maggioritario nel territorio) che ipotizza la nascita del Libero Consorzio “Jonia-Taormina-Etna”, cerca le contromisure. L’occasione è data dall’assemblea dei sindaci e dei presidenti dei Consigli comunali dei Comuni, convocata a Taormina il giovedì (leggi l’articolo inerente Consorzio “Jonia-Taormina-Etna”: eppur si muove), dove tra sindaci e rappresentanti consiliari, si ritrovano circa una trentina di delegazioni comunali sulle 43 previste. Si ribadiscono difficoltà ed ostacoli, ma si riafferma la volontà di andare avanti ancora con maggiore impegno, cercando di attivare le diplomazie per recuperare i Comuni che hanno espresso posizioni alternative al progetto. I partecipanti prendono l’impegno a coinvolgere i Consigli comunali per appurane la volontà di adesione e ripromettendosi di riconvocarsi appena consci della volontà Consiliare.

Ma le contromosse non finiscono qui. Nel fine settimana, diversi incontri, pongono l’attenzione sul costituendo Consorzio jonico-etneo. Il sindaco Caragliano, si era già appellato alla città ed al Consiglio, convoca la Consulta delle associazioni (leggi l’articolo inerente Riposto, futuro del porto e adesione libero consorzio Comuni. Il Sindaco incontra le associazioni), dove dopo l’illustrazione del progetto fatto proprio, del Consorzio “Jonia-Taormina-Etna”, replica alle critiche espresse dalla folta delegazione della minoranza consiliare. Riportando ed investendo il Consiglio della materia e ponendolo alla responsabilità della decisione, dichiarandosi disponibile al confronto costruttivo.

Per finire, ma siamo già nella presente settimana, il Movimento Città Viva, convoca in assemblea tutte le associazioni e i movimenti e gli esponenti della società civile di tutto il comprensorio interessato al progetto, che prescindendo dall’appartenenza ideologica, hanno sposato la proposta “Jonia-Taormina-Etna”, al fine di costituire un comitato promotore e soprattutto divulgatore delle ragioni dello stare insieme del comprensorio jonico-etneo preso in questione.

Le polveri si sono accese e la battaglia, al momento, non vede né vincitori né vinti, ma saranno solo le prossime settimane, difficilmente prima delle elezioni europee, a definire le posizioni, ma tutto sarà giocato sulle vite dei cittadini, presenti e soprattutto futuri.

Nell’immagine sono riportate le posizioni attuali rispetto al progetto dei vari Comuni che si ipotizza possano fare parte del Consorzio “Jonia-Taormina-Etna (in blu i convinti, in rosso i critici, in giallo i potenziali)

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