Consorzio “Jonia-Taormina-Etna”: eppur si muove -
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Consorzio “Jonia-Taormina-Etna”: eppur si muove

Consorzio “Jonia-Taormina-Etna”: eppur si muove

Ennesima riunione ieri sera alle 18 presso la sede del municipio di Taormina avente per oggetto l’eventuale costituzione del Libero Consorzio “Jonia-Taormina-Etna” cui hanno partecipato o almeno avrebbero dovuto e potuto partecipare i sindaci dei Comuni ricadenti nel territorio ipotizzato accompagnati dai rispettivi presidenti di Consiglio comunale visto il ruolo determinante che il civico consesso ricopre nella scelta di aderire o meno ad un eventuale Libero Consorzio.

Seppur in mancanza di alcuni sindaci rispetto all’ipotesi originaria (taluni giustificati e quindi avevano delegato dei colleghi, altri perché apertamente disinteressati come i sindaci di Maletto, Itala, Scaletta Zanclea, Mandanici, Nizza di Sicilia e Santa Teresa di Riva ed altri ancora, come nel caso di Bronte, poiché incerti) è emersa una volontà chiara di provare a portare avanti questo progetto che, a dispetto di campanilismi di sorta, sembra affascinare sia i sindaci dei Comuni del messinese che dell’area catanese. Questo perché si ritiene che l’opportunità di costituirsi in Consorzio e, di conseguenza, di potere gestire il proprio territorio in maniera diversa e meno marginale rispetto a come si presume possa essere gestito dalle 2 città metropolitane, Messina e Catania, o da come è stato attenzionato nell’era delle Province Regionali, possa dare ad un territorio ad oggi considerato “periferico” un ruolo centrale e di primo piano.

Il dibattito ai presenti è servito per stabilire un modus operandi per verificare concretamente le singole adesioni dei Comuni per poi rivedersi, verificare in base alle adesioni se i requisiti necessari per la costituzione del Libero Consorzio sussistono, per poi eventualmente procedere a ritmo spedito all’adozione delle delibere di Consiglio comunale necessarie per la formalizzazione della prima fase della procedura che si concluderà con i referendum confermativi. Quindi, adesso, ogni sindaco ma soprattutto ogni presidente di Consiglio, dovrà confrontarsi con i singoli consessi e riuscire, qualora la scelta dovesse essere condivisa, ad approvare in tempi brevi un atto di indirizzo, uguale per ogni Comune e con i requisiti previsti dalla legge (legge Liberi Consorzi e Città Metropolitane) per la delibera definitiva ovvero con una maggioranza pari almeno ad i 2/3 del Consiglio comunale, che autorizzi i singoli sindaci a perseguire come obiettivo la costituzione di questo Libero Consorzio per poi passare alla fase di verifica sovracomunale. La palla passa adesso ai Consigli comunali dove il dibattito dovrà essere gestito con la massima cautela soprattutto in quei Comuni dove, ad esempio Riposto o Giarre, il dinamismo dei consiglieri ha prodotto, così come nei loro poteri, anche proposte alternative. Nel frattempo le scadenze si avvicinano…

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