Randazzo con Aism -
Catania
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Randazzo con Aism

Randazzo con Aism
Un riconoscimento doveroso, ma anche un modo per celebrare un’unione che dura da dieci anni, e per ricordare alle persone con sclerosi multipla che non sono sole.
Si intitola “Randazzo con Aism per un mondo libero dalla paura della sm” l’incontro che avrà luogo domenica prossima, 2 marzo, alle ore 18.30 nell’aula consiliare “Falcone Borsellino” di Randazzo.
La sezione provinciale Aism di Catania, in occasione del 10° anniversario di impegno in Aism della Città di Randazzo, ha organizzato un evento dedicato a tutti i cittadini randazzesi per dar loro la possibilità di conoscere le modalità con le quali Aism impegna i fondi e si impegna per il miglioramento della qualità di vita delle persone con sm, che in Sicilia sono circa 5 mila 600.

Per la speciale occasione saranno in Sicilia i massimi vertici dell’associazione: Roberta Amadeo, Presidente Nazionale Aism ed Angela Martino, Presidente della Conferenza delle persone con sclerosi multipla. Saranno accolti da Angelo La Via, Presidente del Coordinamento Aism Sicilia, e Maria Grazia Anzalone, Presidente della Sezione provinciale di Catania e consigliere nazionale Aism, e da Michele Mangione, sindaco di Randazzo.
“Un modo per conoscere i volti di volontari, familiari di persone con sm e sostenitori – ha ­spiegato il Presidente Maria Grazia Anzalone – che nel corso di questi anni hanno scelto di far parte del Movimento Aism con tenacia e determinazione, impegnandosi giorno dopo giorno a liberare il mondo dalla paura della sm, soprattutto a Randazzo dove la disinformazione e il pregiudizio avevano tolto il posto alla solidarietà e all’autodeterminazione”.
“Sarà una grande festa – ha aggiunto il presidente regionale Angelo La Via – come sempre accade quando in AISM si incontrano volontariato, passione, impegno. Siamo convinti che raggiungeremo il nostro scopo di liberare il mondo dalla sm, ma per adesso lavoriamo per dare la possibilità alle persone con sm di vivere in piena autonomia. L’Aism ha nove sezioni provinciali e centinaia di volontari sparsi in tutto il territorio. Noi rispondiamo ad urgenze specifiche ma al tempo stesso ci impegniamo per cambiare le regole sociali che oggi non garantiscono alla persona con sclerosi il massimo della qualità di vita possibile”.

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