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Niente sceriffi… al villaggio fantasma

Niente sceriffi… al villaggio fantasma

Giarre: nonostante i proclami, il Corpo di Polizia municipale resta prigioniero di radicate carenze

Giriamola come vogliamo: Polizia municipale, Vigili urbani, Polizia locale, “vaddia”, quello di Giarre non può certamente definirsi un Corpo, ma un “servizietto” di bassa categoria. E basta osservare le condizioni in cui versano gli uffici del Comando per rendersi conto che, neppure nel Burundi, esiste una disorganizzazione strutturale cosi evidente. Quasi 40 agenti usufruiscono di due angusti locali, privi dei servizi necessari per lo svolgimento dei compiti di istituto assegnati. Scrivanie prive di computer, riscaldamento inesistente, i muri sgretolati dall’umidità, un impianto elettrico da terzo mondo. E ancora: monitor accatastati sopra gli armadietti, vecchie stampanti inutilizzabili. Senza contare, e questo è davvero un paradosso che, a pochi giorni dal 2014, quello che, a torto, viene definito un Corpo non ha in dotazione neppure una centrale operativa per lo smistamento dei servizi e per la pianificazione degli interventi, subordinati alle necessità che derivano dalla gestione della viabilità. Esiste, piuttosto, una postazione telefonica che funge da centralino e che, contemporaneamente, raccoglie le segnalazioni. Un’altra vergogna.

Dicevamo di 40 unità lavorative, quasi la metà di queste sono rappresentate dagli agenti assunti nel 2010 nel tanto discusso concorso pubblico. E nello sgangherato (come le stampanti e i monitor in avaria) Corpo dei vigili urbani, c’è chi ha fortemente contestato un ordine di servizio diramato dal vice sindaco e assessore al ramo, Salvo Patanè, che prevede l’impiego anche di mono pattuglie e un servizio dinamico di controllo della viabilità non limitata a via Callipoli e corso Italia, bensì un servizio di pattugliamento nei punti nevralgici del territorio. Apriti cielo!

I sindacati (una sigla in particolare) si sono mobilitati, chiedendo spiegazioni al sindaco Bonaccorsi e al Segretario Manno. Il vice Sindaco è stato costretto a chiarire i termini di quell’ordine di servizio nel corso di un incontro con una folta delegazione di agenti di Pm, dove, si apprende, non sono mancate le tensioni tra le diverse fazioni presenti nel corpo. Attacchi sferrati da svariati agenti contro l’assessore e, persino, episodi di fuoco “amico” anche tra ufficiali del Corpo che non condividono la linea adottata dall’Amministrazione comunale, a fronte di evidenti criticità strutturali che attanagliano l’organizzazione del Corpo. Vero è che mancano le strumentazioni, ma le disfunzioni di carattere organizzativo non possono essere un alibi per non svolgere come dovuto il servizio. Perché sia chiaro, di vigili, se ne vedono ancora pochi in giro.

Giarre, con i suoi 30 mila abitanti, sembra essere gestita come un villaggio fantasma: appena due vigili in piazza Duomo e qualche pattuglia che, di tanto in tanto, presidia l’uscita del casello autostradale di Trepunti. Una vera assurdità! Il vice sindaco Patané è consapevole di questa situazione, eppure sembra minimizzare un problema atavico, che una decina di suoi predecessori non sono riusciti a risolvere, quasi fosse, la questione della polizia municipale, un tabù. Persino l’ultimo incontro tra il vice sindaco e la delegazione dei vigili non si è rivelato utile, se non limitarsi al solito piangersi addosso, con le inascoltate richieste avanzate da qualche ufficiale che, come tradizione, resteranno lettera morta, e qualche aspirante e novella sindacalista pronta a rimarcare problematiche secondarie come i corsi di aggiornamento. I problemi sono ben altri al comando di via Callipoli e sono strutturali.

E, a giudicare dalle mosse fin qui attuate, neppure il Sindaco contemporaneo è riuscito a rivitalizzare un corpo che, seppure formato da una decina di giovani leve, è ancora vecchio, dentro e fuori. Troppo vecchio e logoro.

Mario Previtera

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