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Randazzo, rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario. Questa sera la discussione in Consiglio comunale

Randazzo, rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario. Questa sera la discussione in Consiglio comunale

Prevista per le ore 19.15 di questa sera un’importante seduta del Consiglio comunale della città etnea. Due i punti all’ordine del giorno, ma l’attenzione politica e sociale è tutta concentrata sulla proposta di deliberazione relativa alla “Rimodulazione del Piano di Riequilibrio pluriennale finanziario ai sensi dell’art. 243 bis del D. Lgs. 267/2000. Periodo dal 2015 al 2034”. Insomma si discuteranno le strategie per rimettere in sicurezza i conti e onorare i debiti del comune. Raggiungere l’obiettivo del risanamento senza ricorso al fondo di rotazione e senza penalizzare i cittadini sembra l’obiettivo principale dell’amministrazione comunale guidata da Francesco Sgroi. Tanto il sindaco quanto l’esperto, appositamente nominato, si dichiarano fiduciosi sulla rimodulazione del piano che descrivono essere “attendibile, sostenibile e realizzabile in base all’attuale quadro contabile dell’Ente”.

Il documento ha già incassato il parere favorevole del collegio dei Revisori, mentre la recente normativa dà la possibilità agli Enti di spalmare in vent’anni il pagamento dei debiti. Per il sindaco Sgroi la rimodulazione e il risanamento dell’Ente sono una scommessa politica e personale di cui si assume piena responsabilità e paternità. Il percorso sarà molto rigoroso anche per i cittadini e le imprese. Al momento non si registrano critiche formali da parte dei sindacati e delle associazioni di categoria.

Vent’anni per ripianare un deficit finanziario strutturale di oltre nove milioni di euro, accumulato dagli anni Novanta del secolo scorso. Passività dovute, prevalentemente, alla difficoltà nella riscossione dei tributi, ma soprattutto per la soccombenza dell’Ente in parecchi contenziosi gravati da spese per interessi e oneri legali riguardanti espropri per la realizzazione di opere pubbliche. A ciò vanno aggiunte le considerevoli decurtazioni delle risorse a favore degli Enti locali. Tant’è che il Comune di Randazzo, nell’ultimo decennio, ha visto ridotti i trasferimenti da parte dello stato e della regione di circa il 60%, quasi 5 milioni di euro.

Per fronteggiare la situazione debitoria dell’Ente, nel 2016, la passata amministrazione aveva avviato la procedura di riequilibrio finanziario, ancora in corso di istruttoria presso il Ministero dell’Interno.

Tuttavia, per il neosindaco Francesco Sgroi, il piano approvato dall’ex amministrazione Mangione è carente e poco credibile ed è servito, afferma, “soltanto per salvaguardare il comune da eventuali pignoramenti”. Pertanto, il comune rischia una probabile, rovinosa, bocciatura. In altri termini il crack finanziario.

Quindi, ancor prima che da Roma arrivasse un presumibile “niet”, per le notevoli criticità, a partire dalla mancanza di accordi transattivi con i creditori (cittadini, professionisti, imprese ed enti giuridici), debiti già pagati e altri non dovuti, giacché i creditori, a seguito di sentenze passate in giudicato, avevano ottenuto il pignoramento presso Riscossione Sicilia di ingenti somme di denaro, l’amministrazione comunale supportata da esperti del settore, unitamente agli uffici, ha messo in campo un’azione mirata al risanamento dell’Ente, rimodulando il Piano di riequilibrio finanziario che questa sera il consiglio si troverà a discutere.

“Intanto – dichiara il sindaco Francesco Sgroi – attraverso specifici accordi transattivi, che ho curato personalmente con ciascun creditore dell’Ente, sono riuscito a ottenere un risparmio di oltre 200 mila euro sui debiti certi, liquidi ed esigibili; inoltre ho ottenuto il dilazionamento in più annualità, posticipandone il pagamento a far data dal 2020, senza gravare il bilancio 2019 dal fardello del pagamento dei debiti. Ma attenzione – avverte il sindaco – l’impalcatura del nuovo piano di riequilibrio sarà efficace per il risanamento delle finanze dell’Ente a condizione che il comune sia solvibile”.

Da dove saranno prelevati i soldi per fronteggiare le uscite, il cui “Annus horribilis” sarà il 2021? Dai documenti si evince che l’amministrazione non farà ricorso al fondo di rotazione – che di per sé sarebbe stata, di fatto, una situazione di simildissesto – ma reggerà il piano con fondi propri dell’Ente.

Anche l’opposizione (l’ex maggioranza durante l’amministrazione Mangione) rivendica un ruolo e di aver contribuito, votando favorevolmente il vecchio piano di riequilibrio, a salvare l’ente dal dissesto finanziario, richiesto, invece, con continui pareri contrari dell’ex Revisore.

Sebbene la maggioranza sia coesa e numericamente schiacciante, sulla rimodulazione del piano di riequilibrio nel corso della votazione si prevede il giudizio favorevole anche da parte dell’opposizione, almeno così sembra intuirsi dalle dichiarazioni rese dal capogruppo di minoranza Antonino Grillo.

Gaetano Scarpignato

 

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