Riposti, i funerali di Noemi Impellizzeri, il dolore della comunità e i nuovi interrogativi sull’inchiesta VIDEO -
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Riposti, i funerali di Noemi Impellizzeri, il dolore della comunità e i nuovi interrogativi sull’inchiesta VIDEO

Riposti, i funerali di Noemi Impellizzeri, il dolore della comunità e i nuovi interrogativi sull’inchiesta VIDEO

Un’atmosfera soffocante, quasi surreale, ha accompagnato oggi l’ultimo saluto a Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata senza vita, impiccata, domenica scorsa, nella sua abitazione di via Circonvallazione, a Riposto.

Nella Basilica di San Pietro familiari, amici, conoscenti e numerosi cittadini si sono stretti attorno ai tre figli della giovane donna, in un silenzio composto e carico di dolore. Un’intera comunità si è ritrovata così a condividere una tragedia ancora difficile da comprendere e sulla quale, a pochi giorni dalla morte, restano numerosi interrogativi.

Durante l’omelia, padre Marco Catalano ha invitato i presenti ad affrontare il momento del distacco attraverso la fede e la speranza cristiana.

«Il saluto che noi diamo è quello cristiano, perché un giorno la rivedremo con Dio», ha detto il sacerdote, sottolineando come il dolore per la morte di Noemi abbia oltrepassato i confini della famiglia, coinvolgendo l’intera comunità.

«Noemi era giovane, donna, mamma – ha ricordato padre Catalano – sentiamo allora il bisogno di pregare».

Parole pronunciate davanti alla bara bianca della 33enne, mentre nella basilica il dolore era quasi palpabile. Il sacerdote ha poi affidato alla comunità una frase di Lev Tolstoj particolarmente significativa in un momento così drammatico: «Se senti dolore, sei vivo. Se senti il dolore degli altri, sei un essere umano».

Un pensiero rivolto ai familiari e agli amici, ma anche a tutti coloro che in questi giorni stanno vivendo con sgomento la vicenda. «In questa Eucarestia facciamo un atto di comunione con la nostra sorella Noemi, che sente il nostro amore e la nostra vicinanza», ha detto ancora il celebrante, ricordando che la giovane «continuerà ad essere presente nelle nostre vite, nel nostro animo, nel nostro cuore».

Nel corso dell’omelia è stato ricordato anche il carattere di Noemi, descritta da chi le era vicino come una donna piena di vita, generosa, amante della vita, ma anche segnata da ferite profonde che, secondo i racconti di familiari e amici, avrebbero pesato sul suo percorso personale.

Padre Catalano ha quindi richiamato il simbolismo dei girasoli di Van Gogh, capaci di rappresentare allo stesso tempo amore, tenerezza e precarietà.

«La vita è come un fiore prezioso che dobbiamo custodire e amare tutti i giorni», ha sottolineato, invitando a non permettere che le ferite dell’esistenza «diventino un abisso nel quale sprofondare».

Un messaggio di speranza affidato alla fede nella resurrezione: «Di fronte all’imperfezione della vita, Dio ci dona la perfezione della risurrezione».

Poi le parole del fratello, forse il momento più straziante del rito: «Te ne sei andata troppo presto. Non vedremo più il tuo sorriso, ma continuerò a cercarti in ogni cosa: nel cielo, nel mare, nei piccoli momenti della vita. Ti porterò per sempre nel cuore e il tuo ricordo vivrà dentro di me, ogni giorno. Ti ricorderò per sempre». Parole spezzate dal dolore, accompagnate dal silenzio dei presenti.

Mentre la comunità si raccoglie attorno al dolore della famiglia, prosegue il lavoro degli investigatori impegnati a ricostruire le ultime ore di vita della giovane madre.

Gli accertamenti in corso starebbero facendo emergere interrogativi rispetto all’ipotesi iniziale di un gesto volontario. Tra gli scenari al vaglio degli inquirenti ci sarebbe infatti anche quello di una morte violenta, con l’ipotesi di un omicidio seguito da un possibile tentativo di depistaggio e di cancellazione delle tracce.

Particolare importanza potrebbero assumere gli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici, ritenuti fondamentali per chiarire le cause e la dinamica della morte e per stabilire cosa sia realmente accaduto nei minuti precedenti al decesso.

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori vi sarebbe anche la presenza di liquido infiammabile individuato all’ingresso dell’abitazione dagli specialisti del NIA, il Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco di Palermo.

Un elemento che potrebbe risultare compatibile con l’ipotesi di un incendio di natura dolosa. Secondo lo scenario investigativo preso in considerazione, il rogo potrebbe essere stato appiccato anche nel tentativo di cancellare eventuali tracce biologiche, impronte o altri elementi utili alle indagini, contribuendo così a modificare la scena e a renderla compatibile con un gesto volontario.

Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di una pista che dovrà trovare conferma attraverso gli accertamenti scientifici e giudiziari.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e starebbero analizzando ogni aspetto della vita della 33enne, dalle frequentazioni alle relazioni personali, nel tentativo di ricostruire con precisione le sue ultime ore.

Nessuna pista sarebbe al momento esclusa, compresa quella del femminicidio. Saranno gli esami scientifici, l’esito dell’autopsia e il prosieguo delle indagini a stabilire cosa sia realmente accaduto e se dietro la morte di Noemi si nasconda davvero una terribile messinscena. Frattanto il compagno di Noemi è indagato per omicidio. Lo ha reso noto il suo avvocato, Ivan Siragusa. La notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati viene confermata da fonti della Procura, secondo cui è rientrato nell’ambito degli accertamenti irripetibili da eseguire.

Oggi, intanto, nella Basilica di San Pietro, a parlare è stato soprattutto il dolore. Il dolore di tre figli che hanno perso la loro mamma. Quello di una famiglia devastata. Quello degli amici e dei conoscenti. E quello di una comunità che si interroga davanti a una tragedia che, a pochi giorni dai fatti, resta ancora avvolta da troppi interrogativi.

Al termine della cerimonia, il feretro bianco di Noemi ha lasciato la basilica tra la commozione dei presenti. Il silenzio è stato rotto soltanto dagli spari dei fuochi d’artificio e dal volo di palloncini bianchi e gialli.

Un ultimo saluto, carico di dolore, ma anche di un messaggio che oggi ha attraversato la Basilica: Noemi non dovrà essere ricordata soltanto per il modo in cui è morta, ma per la vita che ha vissuto, per il suo sorriso e per l’amore che ha lasciato in chi l’ha conosciuta.

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