Fino al prossimo 30 settembre, dal lunedì a venerdì, dalle ore 9.30 alle 12.30, il Museo dei Luoghi e delle attività Marinare di via Immacolata, a Mascali, ospiterà la mostra permanente “I reperti archeologici della Nunziatella di Mascali – Una storia in divenire”.
Ieri pomeriggio, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della mostra curata dall’Archeoclub sezione comprensoriale area jonico etnea, dall’INGV, con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dal Comune di Mascali.
Presenti all’inaugurazione, Leonardo Vaccaro presidente dell’ass. Culturale Mascali 1928, il sindaco di Mascali Luigi Messina, il vice sindaco Veronica Musumeci, l’assessore Paolo Virzì, la prof.essa Maria Rosaria Grasso presidente dell’ Archeoclub sezione comprensoriale area jonico etnea e numerosi soci, Alberto Cardillo capo di gabinetto dell’Assessorato regionale dei beni culturali e della Identità Siciliana, la dott.essa Angela Merendino della Soprintendenza dei BB.CC.AA e una rappresentanza degli alunni dell’Istituto Comprensivo Mascali, accompagnati dal baby sindaco Scuto.
I reperti sono stati esposti in delle teche realizzate da un artigiano mascalese e permettono di ammirare frammenti di vasellame e tegole ritrovati nei recenti scavi realizzati nell’area di proprietà del comune di Mascali adiacente alla chiesa della Nunziatella, oltre a foto degli ultimi interventi.
Un patrimonio unico quello della Nunziatella per gli importanti e pregevoli affreschi interni di epoca bizantina, raffiguranti l’immagine del Cristo Pantocratore e per la presenza nell’area adiacente all’edificio medievale, dei resti di una basilica paleocristiana mono absidata, a tre navate dove sono presenti porzioni di mosaici policromi con volatili e soggetti marini di straordinaria bellezza.
Negli anni il sito archeologico della Nunziatella è stato oggetto di indagini. La scoperta casuale, nello slargo antistante la chiesetta, nel novembre del 2021, di due sepolture medievali sulla nuda terra, prive di corredo, ma databili al XIV sec. d. C. grazie alle analisi al Carbonio 14, portate avanti dall’INGV di Catania, ha dato nuovo impulso agli scavi.
Da recente, grazie alla convenzione siglata fra Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Catania, il Comune di Mascali e l’Archeoclub d’Italia Sezione Comprensoriale area Ionico Etnea con la collaborazione scientifica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, le nuove scoperte hanno suggerito la ripresa delle indagini.
Gli scavi sono stati anche oggetto di una pubblicazione scientifica internazionale, curata da Stefano Branca, che dà contezza dei ritrovamenti nell’area monumentale della Nunziatella.
Il presidente Archeoclub comprensoriale area jonico etnea Maria Rosaria Grasso ha colto l’occasione dell’inaugurazione della mostra per ringraziare chi ha collaborato agli scavi offrendo il proprio contributo e il proprio tempo alla collettività.
“La mostra rappresenta una importante occasione di restituzione della storia al suo territorio. Prezioso – ha detto la prof.essa Grasso – è stato il ruolo dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana e della Soprintendenza che ha eseguito i lavori con competenza e disponibilità, non ultimo quello dell’Amministrazione comunale per il coraggio di avere promosso e supportato le indagini di cui oggi vediamo gli esiti”.
La Grasso ha invitato i numerosi presenti a riconsiderare i rapporti fra la parte di edificio già portato in luce e la basilica paleocristiana, ma soprattutto a vedere la Nunziatella come un complesso archeologico unico, a non separare i singoli elementi ma metterli in fase perché si tratta di un unico grande complesso composto da aree che hanno avuto nel tempo una diversa funzione che è necessario concretizzare e capire.
“Dobbiamo restituire al suo territorio la sua storia e la collettività ha diritto di conoscere questa storia e farla propria. Questi frammenti – ha detto ancora la professoressa Grasso – hanno resistito ai secoli ma noi dobbiamo creare una storia sempre più completa e per fare questo ci affidiamo alle indagini, alla scienza e allo studio. Sicuramente ci sono dei reperti, trovati in una fase iniziale, che sono andati dispersi perché non dichiarati dagli eredi e dimenticati in cantine e garage. Una loro donazione spontanea li sottrarrebbe alla sparizione consegnandoli al territorio e alla sua storia”.









