Un Consiglio comunale senza l’esecutivo. È questa l’immagine che arriva dall’ultima seduta a Palazzo di Città, dove l’assenza del sindaco e della giunta non è passata inosservata, alimentando malumori e critiche tra i consiglieri.
Nonostante la mancanza dei vertici amministrativi, l’aula ha comunque lavorato, con i consiglieri protagonisti del dibattito e delle decisioni. Una seduta che ha visto diversi interventi anche critici proprio per l’assenza dell’esecutivo, ritenuta da molti una mancanza di rispetto istituzionale, soprattutto su temi inseriti all’ordine del giorno.
I consiglieri si aspettavano infatti una maggiore presenza da parte della giunta, sia per fornire chiarimenti sia per sostenere politicamente le proposte in discussione. E invece, l’aula si è trovata a procedere in autonomia, con un confronto tutto interno al Consiglio.
Nonostante il clima, i lavori sono andati avanti: tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati, soprattutto l’atto di indirizzo in merito alla rottamazione dei tributi porposto da Gabriele Di Grazia, ad eccezione delle proposte presentate dal consigliere Raffaele Musumeci relative alle benemerenze, che sono state rinviate in commissione per ulteriori approfondimenti.
Un segnale, questo, che dimostra come il Consiglio continui a operare, ma anche come si stia accentuando una distanza politica e istituzionale tra l’aula e l’esecutivo.
La seduta si chiude quindi con un doppio messaggio: da un lato la capacità del Consiglio di portare avanti i lavori, dall’altro una frattura sempre più evidente nei rapporti con la giunta. E in una fase già delicata per la città, anche questi segnali contribuiscono a delineare un quadro politico tutt’altro che sereno.




