L’associazione politica Città Viva vuole fare chiarezza sul rischio di un secondo dissesto finanziario del Comune. Il sodalizio, presieduta dall’ex Sindaco Angelo D’Anna, ritiene doveroso intervenire nel dibattito pubblico per tutelare i cittadini e fare chiarezza sulle responsabilità politiche e amministrative di quanto sta accadendo.
“La causa principale dell’attuale crisi – si legge in una nota – è una evidente incapacità di indirizzo politico nella gestione dell’Ente. Non si è stati in grado di garantire un corretto ritmo alle entrate comunali: la mancata puntualità nell’invio delle bollette, l’assenza di una adeguata programmazione e previsione dei costi, la loro non corretta imputazione a bilancio, hanno generato squilibri che oggi esplodono in tutta la loro gravità. A ciò si sommano spese straordinarie che dovevano e potevano essere evitate e una cattiva gestione dell’ordinario, come dimostra emblematicamente la voce relativa ai consumi di energia elettrica, che sta trascinando l’Ente a maturare svariati milioni di euro di debiti”.
L’associazione denuncia una nuova preoccupante lievitazione del contenzioso, che è ritornato ad essere una delle voci di spesa più gravose nel bilancio comunale, aggravando ulteriormente il quadro debitorio e i costi complessivi dell’ente. “Sul fronte delle entrate – continua la nota – oltre al sollecitato ritardo sulla regolare emissione delle bollette di pagamento, l’evidente rallentamento nella lotta all’evasione, scelta politica determinata dall’immobilismo nel dotare mezzi e strumenti agli uffici, ha sostanzialmente fermato quel percorso virtuoso che era stato avviato per il recupero dei crediti, tra questi anche quelli della zona artigianale e delle case popolari di proprietà comunale”.
Secondo Città viva la causa di tutto ciò è il non aver saputo, o voluto, collocare le persone giuste al posto giusto. “Figure che – sostiene Città viva – nel tempo erano diventate punti di riferimento per gli acquisti o per la gestione di importanti capitoli di spesa sono state ricollocate in altri uffici senza che si avesse una visione complessiva dell’organizzazione, compromettendo così il buon funzionamento della macchina amministrativa e contribuendo a determinare la situazione attuale di indebitamento”.
Per Città viva è incontestabile l’uscita dal dissesto è stato reso possibile dalla gestione virtuosa dei quattro anni di amministrazione D’Anna 2018–2021.
“In questo arco temporale, infatti, l’Ente presentava carte in regola, conti in ordine, un avanzo di cassa certificato e preconsuntivi sempre chiusi in avanzo di amministrazione. Dopo il 2022, anno di chiusura del dissesto, sono bastati gli esercizi successivi, 2023, 2024 e 2025, gestiti al di fuori di adeguati controlli, senza quei vincoli di rigore che si erano tenuti, per riportare rapidamente il Comune di Giarre in una situazione di evidente predissesto.
Ci troviamo, dunque, di fronte a una conclamata incapacità di governare e gestire l’Ente, che emerge con chiarezza proprio dalle vicende di questi ultimi anni.
L’associazione “Città Viva” chiede trasparenza totale sui conti comunali, l’assunzione di responsabilità da parte di chi ha amministrato e l’apertura immediata di un confronto pubblico, coinvolgendo opposizioni, associazioni e cittadini, affinché si definisca un piano credibile di risanamento che eviti ai giarresi il peso insostenibile di un nuovo dissesto finanziario”.







