Giarre, il paradosso SIE: servizio carente ma il Comune pensa a “premiarli”? -
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Giarre, il paradosso SIE: servizio carente ma il Comune pensa a “premiarli”?

Giarre, il paradosso SIE: servizio carente ma il Comune pensa a “premiarli”?

Bollette contestate, errori di fatturazione, disservizi continui e perdite mai riparate nei tempi dovuti. Eppure, nel pieno della bufera sul nuovo gestore idrico, fa capolino un’ipotesi che ha il sapore del paradosso: il Comune di Giarre starebbe valutando di concedere un capannone dell’area artigianale alla SIE, in comodato d’uso gratuito o a canone agevolato.

La proposta sarebbe emersa nel corso di un incontro tenutosi ieri sera tra il sindaco Leo Cantarella e il vicesindaco Claudio Raciti convocato per affrontare le numerose criticità segnalate dai cittadini dopo il passaggio al nuovo gestore del servizio idrico.

Secondo quanto trapela, durante il confronto si sarebbe discusso non solo dei problemi operativi ma anche di possibili soluzioni organizzative. Tra queste, l’assegnazione alla SIE di un immobile comunale attualmente sfitto nell’area artigianale, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la presenza logistica sul territorio.

L’operazione, da quanto si apprende, potrebbe essere giustificata dall’interesse pubblico, e prevedere un comodato gratuito o comunque un canone fortemente agevolato. Una scelta che, se confermata, aprirebbe più di un interrogativo.

Perché il punto politico è evidente: la SIE, pur essendo il gestore del servizio idrico, non è un ufficio comunale ma un soggetto che opera con autonomia gestionale e che, nei fatti, è parificabile a un privato nell’ambito di un servizio affidato. Inoltre è una società con il 49% a capitale privato. E in un contesto in cui le criticità sono all’ordine del giorno e il malcontento dei cittadini cresce, l’idea di “premiare” il gestore con un bene pubblico appare a molti come una forzatura.

C’è poi il tema delle modalità di assegnazione. Gli immobili comunali, di norma, vengono concessi attraverso procedure pubbliche o bandi, proprio per garantire trasparenza e parità di trattamento. Un’assegnazione diretta, seppur motivata dall’interesse pubblico, rischierebbe di alimentare polemiche e richieste di chiarimento.

La vicenda assume contorni ancora più delicati alla luce delle proteste che si moltiplicano in città. Se da un lato è comprensibile la necessità di dotare il gestore di strumenti adeguati per migliorare il servizio, dall’altro resta il dubbio politico: si può concedere un beneficio patrimoniale a chi, al momento, non ha ancora dimostrato piena efficienza nella gestione?

A Giarre il dibattito è destinato ad accendersi. Perché mentre i cittadini chiedono bollette corrette e interventi tempestivi sulle perdite, l’idea di concedere un capannone pubblico alla SIE rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso politico di una città che vive, ormai, di contraddizioni.

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