Giarre, caso Leonardi: la diffida del Presidente del Consiglio, il sindaco Cantarella adesso è alle strette -
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Giarre, caso Leonardi: la diffida del Presidente del Consiglio, il sindaco Cantarella adesso è alle strette

Giarre, caso Leonardi: la diffida del Presidente del Consiglio, il sindaco Cantarella adesso è alle strette

Il caso dell’ingegnere Pina Leonardi ritorna al centro della scena del Comune di Giarre e potrebbe presto trasformarsi in una vera e propria “bomba istituzionale”. Dopo la recente sentenza della Corte d’Appello di Catania che ha confermato la condanna dell’ente alla riassunzione della dirigente (precedentemente collocata in pensione d’ufficio nel 2023) e dopo l’apertura di un’indagine da parte della Procura dell Corte dei Conti, si apre un nuovo e delicato fronte politico-amministrativo.

A scoperchiare il vaso è il presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Barbagallo che, nei giorni scorsi, ha formalmente diffidato il sindaco Leo Cantarella, chiedendo spiegazioni immediate sulla mancata trasmissione al Consiglio della delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio, derivante proprio dalla condanna giudiziaria.

Una vicenda che si trascina da oltre due anni, e che ora rischia di aggravarsi sia dal punto di vista finanziario – con nuovi costi per il Comune tra risarcimenti, spese processuali e sanzioni – sia sotto il profilo politico e contabile, con un potenziale danno erariale già all’attenzione della Corte dei Conti.

La diffida di Barbagallo: parole durissime

Il contenuto della lettera firmata da Barbagallo e indirizzata al sindaco è senza precedenti:

“La sentenza d’appello ha confermato quella di primo grado e aumentato i costi per l’ente. Eppure nessuna proposta aggiornata è stata trasmessa al Consiglio. Ho chiesto più volte il completamento dell’istruttoria e il ritorno della delibera in aula, ma senza risposta. Ora basta, ho diffidato formalmente il sindaco a esercitare i suoi doveri istituzionali”.

Barbagallo ha chiarito che, se entro sette giorni non verrà fornito un riscontro formale e dettagliato, provvederà a segnalare il caso agli organi di vigilanza regionali e contabili. Un messaggio forte, che di fatto mette a nudo la frattura profonda tra la presidenza del consiglio ed il primo cittadino.

Il nodo del debito fuori bilancio

Il caso Leonardi era già approdato in Consiglio nel 2024 con una proposta di delibera poi ritirata dagli uffici per “istruttoria incompleta”. Da allora, però, tutto è rimasto fermo, nonostante solleciti formali della presidenza.

La recente sentenza della Corte d’Appello ha invece reso ancora più urgente una decisione: il Comune è obbligato a reintegrare l’ingegnere e a pagarle il dovuto, ma senza una delibera del Consiglio per riconoscere il debito, l’amministrazione rischia di aggravare la propria posizione. Un pericolo non solo finanziario ma anche giuridico, che coinvolge direttamente il vertice politico e dirigenziale dell’Ente.

Cantarella in silenzio: bivio politico

Il sindaco, almeno finora, non ha replicato pubblicamente alla diffida né chiarito le proprie intenzioni. Un silenzio che pesa, soprattutto alla luce dei già numerosi segnali di paralisi istituzionale in seno alla maggioranza. La vicenda Leonardi è un nodo delicatissimo.

Il tempo stringe. E se la sistuazione dovesse protrarsi ancora, è ormai chiaro che la questione finirà davanti alle autorità superiori. Palazzo di Città è chiamato a scegliere: sanare l’errore e salvare la faccia, oppure incamminarsi verso uno scontro istituzionale dagli esiti imprevedibili.

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