È una dichiarazione che scuote e riaccende i riflettori sulla tenuta finanziaria del Comune di Giarre quella rilasciata nelle ultime ore dal consigliere comunale Salvatore Cantarella, membro della commissione bilancio. Con tono pacato ma parole pesanti come macigni, ha affermato: “Sul servizio rifiuti il Comune non incassa quanto dovrebbe. Su 7 milioni di euro di costo, ne incassa appena 3.”
Una bomba politica sganciata con la calma disarmante di chi conosce a fondo i numeri, ma che certifica un disavanzo strutturale e sistemico: mancano all’appello 4 milioni di euro ogni anno, solo per coprire il servizio rifiuti.
Questa voragine nei conti pubblici, se confermata, sommerebbe nuovi debiti ai circa 8-10 milioni già accumulati e cristallizzati dalla precedente gestione commissariale OSL (Organismo Straordinario di Liquidazione), portando il potenziale disavanzo complessivo a numeri esagerati.
Un quadro allarmante che mina alla base la narrazione rassicurante del sindaco Leo Cantarella, che da tempo insiste sulla strada del “risanamento” e della stabilità ritrovata. Ma ora è un Cantarella contro Cantarella, con il consigliere – omonimo del primo cittadino ma spesso critico nei toni e nei contenuti – che spazza via la patina dell’ottimismo, e riporta il dibattito politico con i piedi per terra.
Il paradosso è evidente: mentre il sindaco evita di ammettere la possibilità di nuovi debiti, il consigliere snocciola dati che, se confermati, renderebbero inevitabile un profondo ripensamento della gestione economica dell’Ente.
Il timore, a questo punto, è che il castello di carte costruito sulla presunta stabilità contabile possa crollare sotto il peso della realtà, fatta di crediti non riscossi, buchi di bilancio e una macchina amministrativa incapace di reagire in modo efficace.
Nel frattempo, tra i cittadini cresce lo sconcerto. E la domanda ora è inevitabile: chi sta raccontando la verità? Il sindaco rassicurante o il consigliere comunale?
Una cosa è certa: a Giarre la crisi finanziaria non è affatto superata. Anzi, potrebbe solo essere all’inizio.






