Il gioco pubblico in Italia nel 2024 ha fruttato ben 157,45 miliardi di euro, +6,6% rispetto al 2023. In media, nel Nord Italia le persone spendono circa 1134 euro a testa per il gioco, mentre al Sud si arriva fino a 2147 euro. Da poco sono entrate in vigore le nuove normative sul riordino del gioco a distanza, vediamo il quadro della situazione.
Il gioco online ormai è diffuso in tutto il Paese perché la fibra e il 5G sono stati implementati praticamente ovunque, però non tutti giocano allo stesso modo. Tra Nord e Sud sembra esserci una differenza considerevole, ma a cosa è dovuta? Perché al Sud Italia si gioca di più? Questo fenomeno è legato a dei fattori culturali? In parte sì, ci sono delle differenze territoriali e di ideologia che portano il gioco e anche le scommesse a esplodere di più al Sud.
Cosa si gioca online: dagli skill games alle scommesse
C’è tantissima scelta quando si parla di gioco online. Le piattaforme come Roby Casino mettono a disposizione tanti temi che sono sempre di moda come la frutta e le civiltà antiche. Oltre a questo, ci sono i tavoli classici come la roulette e il blackjack, il live casino, il poker e anche tanti prodotti istantanei. È un’offerta ampia e personalizzabile, considera che anche i bonus vengono proposti su misura per ogni utente in modo da offrire soluzioni in linea con lo stile di gioco di ciascun utente.
Nel 2024 la raccolta del gioco online ha superato i 92 miliardi. Come è distribuita questa cifra?
- I giochi di abilità a distanza, che includono i casinò games e il poker, valgono più di 72 miliardi
- Le scommesse sportive a quota fissa valgono circa 14,3 miliardi
- Il betting exchange e i virtuals occupano il resto
Per quanto riguarda il gioco fisico, invece, la spesa si concentra ancora su AWP e VLT, che rappresentano la quota principale della spesa nei punti vendita.
Quali sono le differenze tra Nord e Sud nel gioco online
Nel 2024 l’online ha mostrato un divario netto: Campania, Sicilia, Calabria e Molise guidano la classifica per giocate pro capite, tutte sopra 2.100 euro. In coda troviamo le regioni del Nord come il Veneto con 829 euro e il Trentino-Alto Adige con 845 euro. La media nazionale è 1.563 euro, ma il dato cambia molto in base alla zona.
Al Sud e nelle Isole la spesa media è di 2.147 euro, al Centro è di 1.522 e al Nord è di 1.134. È un pattern opposto a quello del gioco fisico, infatti nel retail la spesa è maggiore al Nord Italia rispetto al Sud.
Chi gioca di più e dove cambiano i profili tra regioni e generazioni
Nel 2024 hanno giocato 20,7 milioni di italiani tra i 18 e i 75 anni, cioè circa il 48%. È un pubblico trasversale, con dei picchi nelle grandi regioni e nelle aree urbane ad alta offerta, ma con una penetrazione digitale che favorisce il Sud e le Isole.
Per quanto riguarda i giovani, i monitoraggi dell’Istituto Superiore di Sanità segnalano che la pratica tra gli studenti è più diffusa tra i maschi e che le quote di giocatori problematici, anche se sono una quota minore, risultano più alte nei ragazzi rispetto alle ragazze.
Cosa prevede oggi la normativa e cosa sta cambiando
Il D.lgs. 41/2024 ha riordinato i giochi a distanza. Il decreto ribadisce il regime concessorio e rafforza le tutele come le autolimitazioni dei depositi, i messaggi automatici sulla durata di gioco, i contenuti informativi obbligatori e il monitoraggio dei livelli di rischio. Stabilisce anche i requisiti patrimoniali e di trasparenza per i concessionari e la pubblicazione dei bandi per le nuove concessioni online.
Per il riordino della rete fisica c’è da aspettare un ulteriore decreto. Nel frattempo, la raccolta continua a crescere e l’online sta superando il 60% della raccolta totale. Questo significa che il mercato sarà sempre più digitale.
Tiriamo le somme senza sconti tra due Italie che giocano in modo diverso
Quindi, il Sud sembra essere il baricentro del gioco. In media, i cittadini sono disposti a spendere di più sia per i giochi da casinò sia per le scommesse. Al Nord, invece, per ora è più diffuso il gioco fisico, ma anche qui il digitale sta crescendo. Sembra proprio che il divario Nord-Sud, almeno per quanto riguarda il gioco online, sia confermato ed è dovuto principalmente a una differenza sia culturale sia della presenza di una rete fisica più diffusa al Nord.
Nel complesso, la domanda resta alta e il Governo si sta dando da fare per regolamentare al meglio il settore. La parte online è stata ben definita, adesso c’è da aspettare le nuove normative per la rete fisica. La cosa certa è che i dati continueranno a essere monitorati per offrire agli utenti la massima sicurezza e tutti gli strumenti per giocare in modo responsabile.




