I due recenti femminicidi di Ilaria Sula e Sara Campanella sono una ulteriore sconfitta della società nella guerra alla violenza di genere, una guerra che vale la pena combattere.
Sulla questione interviene Santy Muscuso, presidente e fondatrice dell’Associazione Rhèa onlus (Violenza di genere), sodalizio che gestisce nel territorio jonico-etneo diversi sportelli: “Appena la vittima subisce un lieve disagio esistenziale deve immediatamente chiedere aiuto e sostegno – afferma Muscuso – . Bisogna attenzionare la cultura del consenso, imparare a chiedere, aspettare le risposte. Educare all’accettazione del rifiuto, accettare un “No”. Bisogna lavorare sulle pratiche relazionali. Ma, soprattutto, abbiamo due aspetti da considerare: non si tratta solo di retaggio del patriarcato, l’amicizia, i rapporti sentimentali, sessuali sono fortemente legati ai social, i rapporti sono tutti, o quasi tutti, on line. I sentimenti di paura, disprezzo, rabbia, non vengono affrontati e contenuti, come l’ansia generalizzata. Nella prevenzione bisogna affrontare il tema della solitudine esistenziale e costruire una relazione autentica, prima con sè stessi e poi con gli altri. Occorre fare prevenzione sulle trame affettive”.
L’Associazione Rhèa onlus (Violenza di genere) è accreditata presso le Università di Catania e di Padova. Gli sportelli attivati nel territorio sono il “Maria Rita Russo” che si trova in piazza Macherione, n.1 a Giarre, aperto il giovedì dalle 16,30 alle 18,30; lo sportello “Atma” che si trova in via Vittorio Emanuele, n. 4 a Sant’Alfio, aperto il martedì dalle 16,30 alle 18,30; lo sportello “Amati Sempre” che si trova in via Archimede n.129 a Riposto, aperto il mercoledì, dalle ore 16,30 alle 18,30. Gli orari e le sedi degli sportelli attivati dipendono, comunque, sempre dalle esigenze esistenziali delle vittime di violenza di genere ed è comunque offerto un intervento h24, su tutta la provincia di Catania, chiamando ai numeri: 335450622 e 3311298323.







