Come i giochi digitali costruiscono i loro protagonisti -
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Come i giochi digitali costruiscono i loro protagonisti

Come i giochi digitali costruiscono i loro protagonisti

Nella storia della narrativa popolare, dal fumetto al cinema d’animazione, dai videogiochi alle serie televisive, il gruppo di personaggi con ruoli distinti è uno degli archetipi più collaudati e duraturi. Non un eroe solitario, ma un ensemble in cui ogni membro porta una prospettiva diversa, un’abilità specifica, una nota caratteriale che arricchisce la dinamica collettiva. Questa struttura funziona perché rispecchia qualcosa di profondamente familiare: la logica del gruppo, delle alleanze improbabili, dei conflitti che diventano forza. E nell‘intrattenimento digitale, dove l’identità dei protagonisti è sempre più centrale all’esperienza, questo modello si sta rivelando particolarmente efficace.

Ruoli distinti per un pubblico diversificato

La composizione classica del gruppo narrativo prevede figure riconoscibili: il leader, il personaggio carismatico ma imprevedibile, quello riflessivo che bilancia gli eccessi degli altri, e l’elemento destabilizzante che introduce caos e umorismo nel sistema. Questa formula, affinata nei decenni da Pixar, Marvel e da decine di franchise animati, non è semplicemente un espediente narrativo: è uno strumento di identificazione. Ogni spettatore o giocatore tende a riconoscersi in uno dei componenti del gruppo, e questo legame emotivo rafforza la passione per l’universo raccontato.

Un esempio del mondo del gioco è quello dell’universo di Pirots, disponibile sul sito di Sisal, e arrivato al suo quinto episodio Pirots 5. Nel titolo sviluppato da ELK Studios, i quattro protagonisti, un gruppo di pappagalli pirati noti come i “Fearful Four“, incarnano altrettanti profili caratteriali ben definiti: il comandante orgoglioso e calcolatore, la guardia del corpo dal temperamento esplosivo, il membro ambizioso e competitivo, e l’ingenuo dalla battuta facile che porta leggerezza nelle situazioni più tese. È una costruzione del cast che ricorda da vicino quella di molte produzioni animate contemporanee, dove la diversità del gruppo è il motore della storia.

La personalità dei personaggi come elemento di design

Quello che distingue i titoli digitali più riusciti non è solo la qualità grafica o la complessità delle meccaniche: è la coerenza tra la personalità dei personaggi e il design dell’esperienza complessiva. Quando un protagonista ha un carattere definito, ogni sua azione, anche la più elementare all’interno di un gioco, acquista un significato aggiuntivo. Il giocatore non interagisce solo con un sistema di regole, ma con un’entità che ha storia, motivazioni, e un modo riconoscibile di reagire al mondo.

Questo approccio, che il cinema d’animazione pratica da decenni, sta diventando uno standard sempre più diffuso anche nel game design, dove la cura per la “lore” dei personaggi, la loro biografia, le loro relazioni, i conflitti interni al gruppo, contribuisce a costruire community appassionate e a prolungare la vita commerciale di un titolo ben oltre il suo momento di lancio.

Quando il cast diventa universo

Il passo successivo alla costruzione di un ensemble narrativo è la creazione di un universo espandibile. Quando i personaggi hanno abbastanza profondità, diventano contenitori di storie ulteriori: spin-off, capitoli aggiuntivi, varianti tematiche. È ciò che è accaduto a molti franchise di successo, dall’universo Marvel ai mondi Pixar, e che nell’ambito del gaming si traduce in saghe capaci di attraversare ambientazioni diverse mantenendo intatta l’identità dei protagonisti. I quattro pappagalli di Pirots hanno già attraversato, nei capitoli precedenti della serie, mondi ispirati all’estetica western, alla preistoria e allo spazio: ogni ambientazione nuova è un pretesto per mettere alla prova personaggi già consolidati in situazioni inedite, esattamente come avviene nelle migliori serie animate.

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