Molo Costanzo del porto di Riposto: l'interdizione provoca una perdita di 80mila euro al giorno -
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Molo Costanzo del porto di Riposto: l’interdizione provoca una perdita di 80mila euro al giorno

Molo Costanzo del porto di Riposto: l’interdizione provoca una perdita di 80mila euro al giorno

Ammonta  ad oltre 80 mila euro al giorno la perdita per il territorio jonico-etneo causata dalla chiusura della banchina Costanzo del porto di Riposto. Moltiplicato per il tempo già perso (opera pronta da fine giugno.

Fari i calcoli non è difficile, un danno di non poco conto per una collettività collegata all’economia del mare, imprenditori locali, negozianti, pescherie, fruttivendoli, locali notturni, diurni e supermercati.

Lo afferma in una nota il vice direttore provinciale di Confcommercio Catania, Francesco Sorbello.

“L’impossibilità di utilizzare il molo, attualmente interdetto  – afferma Sorbello – non ha permesso l’ormeggio ai grandi yacht. Mediamente ne ormeggiavano 4-5 al giorno, con un gettito nell’economia locale di oltre 80 mila euro al dì. Tutto denaro che – ragiona il vice direttore provinciale di Confcommercio, Sorbello – viene speso presso le imprese del distretto Jonico Etneo, Riposto compresa.

Quella del mare è una economia a cui non possiamo rinunciare, molte imprese sono nate grazie a questi flussi nel periodo estivo. Se non si riapre immediatamente la banchina, il danno sarà veramente eccessivo”. L’utilizzo della banchina è stato inibito lo scorso 9 febbraio per via di una pesante mareggiata che ha determinato danni strutturali al muro paraonde del molo di sopraflutto e alla relativa ringhiera, mentre sono stati divelti due pali dell’illuminazione del porto. Si quindi reso necessario rimuovere i  detriti, ripristinare parte della pavimentazione e della mantellata danneggiata.

“Le opere di riparazione – aggiunge Sorbello – hanno avuto inizio lo scorso 22 maggio per concludersi a fine giugno. Il 13 luglio la Regione ha consegnato la banchina, comunicando che i lavori sarebbero proseguiti nel soprastante muro paraonde, ove peraltro è stata collocata anche la ringhiera. A questo punto chiediamo che sia rimossa immediatamente l’ordinanza che proibiva l’ormeggio presso la banchina Costanzo. Sembrerebbe che la Capitaneria di porto di Riposto attenda un certificato di collaudo delle opere realizzate sulla banchina.

Non volendo entrare nel merito tecnico-burocratico della questione, osserviamo però che in questa parte ci si è limitati a rimuovere i detriti e a riparare parte della pavimentazione, realizzando opere più manutentive che strutturali.

Nulla è cambiato in termini strutturali sulla banchina: se un’imbarcazione accostasse al molo Costanzo, cosa dovrebbe succedere in termini di sicurezza infrastrutturale rispetto al passato? In ogni caso chiediamo che la Regione e alla Capitaneria, ognuno per la propria parte, agiscano con prontezza. La burocrazia non può e non deve fermare l’economia, non ce lo possiamo permettere e non è giusto!”

 

 

E non è tutto. Sempre nel molo Costanzo fanno discutere le condizioni di degrado in cui versa la piazzola ecologica allestita dei mesi scorsi e mai inaugurata. La struttura (nella foto a sinistra)  realizzata con fondi del Flag, è stata concepita per consentire agli operatori della pesca di differenziare i rifiuti in barca. E invece l’isola ecologica si è tristemente trasformata in un ricettacolo di rifiuti.

Una poco edificante discarica mostrata ai turisti, arrecando un danno di immagine per il porto. E per Riposto che continua a pagare il prezzo di una consolidata sciatteria.

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