Preventivi veloci e completi di garanzie accessorie anche con l'assicurazione on line -
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Preventivi veloci e completi di garanzie accessorie anche con l’assicurazione on line

Preventivi veloci e completi di garanzie accessorie anche con l’assicurazione on line

Confrontare i preventivi proposti dalle varie compagnie assicurative e leggere attentamente i contratti prima di sottoscrivere qualsiasi tipo di copertura. Sono questi i passi da fare quando si è alla ricerca di una nuova polizza.
La fretta non è mai di aiuto. È bene, allora, valutare franchigia, massimale, garanzie accessorie e non fermarsi solo al premio proposto dalla società.

Siti online di comparazione, come CercAssicurazioni.it, consentono di risparmiare e di scegliere l’assicurazione on line che più risponde alle proprie necessità. Il vantaggio è quello di poter valutare i preventivi delle compagnie partner in modo più rapido ed efficace.

Come personalizzare l’RC Auto per una maggiore protezione

L’assicurazione RC Auto è obbligatoria, ma oggi sono tanti coloro che personalizzano la polizza con l’acquisto di varie garanzie accessorie pensate per tutelare il veicolo da furti, incendi, atti vandalici, danni derivanti da eventi atmosferici.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA), un’auto su tre presenta, oltre all’assicurazione obbligatoria, anche una copertura volontaria. Si contano 9,7 milioni di assicurati contro il furto e l’incendio; 2,8 milioni di assicurati per i danni da collisione (Kasko); 7 milioni di assicurati per danni causati da eventi atmosferici e atti vandalici; 9,9 milioni di assicurati per la rottura dei cristalli.

Sono circa 10 milioni le auto che ogni anno vengono assicurate volontariamente con garanzie accessorie. Le compagnie risarciscono circa 1,8 miliardi di euro per ripristinare i danni subìti dai contraenti: 322 milioni per il furto; 21 milioni per l’incendio; 418 milioni per la Kasko e i danni da collisione; 800 milioni per eventi atmosferici e atti vandalici; 240 milioni per la rottura dei cristalli.

I furti delle auto in Italia e l’importanza delle garanzie accessorie

È il Ministero dell’Interno ad aver diffuso i dati relativi ai furti di auto registrati in Italia durante lo scorso anno. Il fenomeno è in forte aumento: si è passati, infatti, da 68.570 del 2021 a 81.497 del 2022. Il rialzo è pari a +18,9% in 12 mesi. Durante il 2020 le limitazioni introdotte per contrastare la pandemia avevano invece fatto registrare un calo dei furti di autoveicoli, pari a -22,5% rispetto al 2019. Un trend che si è interrotto già nel 2021 e che poi è culminato in un deciso incremento nel 2022. Secondo l’Aci nel corso del 2022 sono state rubate 2,03 auto ogni 1.000 circolanti.

A conquistare la maglia nera sono in particolare le regioni del Sud. La Puglia e la Campania sono quelle in cui risulta concentrato il 90% degli episodi predatori dell’Italia meridionale. In Basilicata, durante lo scorso anno, è stato rilevato un raddoppio degli episodi di furto, mentre in Abruzzo e in Molise si è arrivati rispettivamente a +46,3% e a +62,3% rispetto al 2021. Nel Centro Italia si è passati da 13.472 a 15.765 autovetture rubate. In questa zona d’Italia soltanto un terzo dei veicoli rubati viene poi recuperato dalle forze dell’ordine. Il Lazio è la regione dove si registra la maggior parte dei furti, ma anche una delle regioni d’Italia dove si riescono a recuperare meno veicoli dopo il furto.

In Italia settentrionale l’aumento dei furti dal 2021 al 2022 è quantificato in +11,0%. La metà dei veicoli viene recuperata. Qui è il Trentino-Alto Adige la regione che ha registrato nel 2022 l’incremento più consistente, seguito dalla Liguria e dall’Emilia-Romagna.

Ecco perché risulta fondamentale tutelare il proprio veicolo con garanzie aggiuntive. In particolare, l’ANIA registra un maggior ricorso alla protezione furto e incendio nelle regioni del Centro Nord: Lombardia (54,1%), circa il 46% nel Lazio, il 44% nel Piemonte, il 37% in Emilia-Romagna, il 35% in Liguria e il 33% in Veneto. Valori molto bassi e di poco superiori al 20% sono registrati in prevalenza nelle regioni del Sud: Calabria 22,8%; Puglia 22,6%, Campania 22,2% e Basilicata, Sardegna e Sicilia che sfiorano il 22%.

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