L’avvio dei saldi a Giarre ha parzialmente deluso le aspettative dei negozianti del centro commerciale naturale. Il forte caldo ha condizionato le visite dei clienti e gli operatori, probabilmente, attendevano una maggiore affluenza. La spesa media della clientela si attesta sui 200 euro a persona, in alcuni casi anche maggiore.
L’arrivo dell’afa con giornate da bollino rosso, non ha aiutato i negozianti. Il bilancio generale della prima fase dei saldi estivi non denota alcun sostanziale cambiamento rispetto allo scorso anno, lasciando i negozianti in attesa di una maggiore affluenza per le settimane a venire. Quest’anno a Giarre niente isola pedonale nel cuore del centro storico, mentre domenica scorsa solo alcuni negozi sono rimasti aperti in corso Italia.
Secondo il vice presidente della locale Confcommercio, Milena Scionti: “il primo weekend ha registrato un andamento stazionario rispetto allo scorso anno in termini di referenze vendute e tutto ciò non era scontato visto che il potere d’acquisto è stato ridimensionato dalla spinta inflazionistica, dall’aumento dei costi energetici e dall’aumento dei tassi d’ interesse. Tutto questo porta le famiglie ad essere più oculate nelle spese di tutti i giorni. A fine mese potremmo tracciare un bilancio più completo, fiduciosi di un segnale positivo”.
E in tema di presenze anche la nuova piattaforma commerciale di via Fratelli Giuffrida si è distinta. La posizione geografica della location, la presenza di ampi spazi di sosta e la variegata offerta commerciale, hanno fatto la differenza. “ Quest’anno i saldi – afferma il vice direttore provinciale di Coinfcommercio, Francesco Sorbello – si caratterizzano per le nuove regole sugli avvisi di riduzione del prezzo. È obbligatorio indicare il doppio prezzo, ovvero quello scontato ed il più basso effettuato negli ultimi trenta giorni.
Solo in caso di saldi, qualora il ribasso viene modificato più volte, per prezzo iniziale si intende il primo, cioè quello praticato ad inizio dei saldi. Fuori dal periodo dei saldi, invece, nel caso di vendite promozionali si deve indicare il prezzo più basso degli ultimi trenta giorni. Le nuove regole valgono per tutti i format distributivi, compreso il commercio online”.





