Il settore industriale è uno dei più sensibili e ricettivi nei confronti dell’innovazione tecnologica; nel corso del tempo, infatti, le tecniche di produzione si sono evolute grazie all’impiego di soluzioni moderne e all’avanguardia, che hanno reso possibile velocizzare e perfezionare ogni fase del processo produttivo.
Nell’industria “4.0” è l’automazione il fattore che, più di ogni altro, alimenta la crescita e l’espansione dell’intero comparto. Non si tratta certo di una novità in senso assoluto ma, ad oggi, rappresenta una delle maggiori risorse per lo sviluppo dell’industria moderna, soprattutto in relazione al miglioramento dell’efficienza operativa e l’accrescimento della competitività.
Cosa si intende per ‘automazione industriale’
L’espressione “automazione industriale” viene utilizzata per indicare l’applicazione di tecnologie di vario tipo (meccaniche, digitali, elettroniche), integrate tra loro, ad una o più fasi del processo produttivo o trasformativo. Lo scopo è quello di velocizzare i tempi di produzione riducendo, al contempo, i margini di errore e le imperfezioni che possono minare la qualità complessiva della lavorazione. L’automazione in ambito industriale, infatti, è anzitutto funzionale all’efficientamento della catena di produzione; i compiti pratici vengono eseguiti da macchinari appositi mentre il controllo e la gestione degli stessi è affidata a tecnici qualificati.
L’automazione porta con sé, inevitabilmente, vantaggi e svantaggi. Gli aspetti positivi riguardano, in particolare, la riduzione dei costi e dei tempi di produzione e il mantenimento di un elevato standard di uniformità produttiva; ciò si traduce in una maggiore competitività sul mercato, sia che si tratti di un prodotto finito o di un semilavorato. Di contro, tra gli aspetti negativi figurano le ripercussioni occupazionali (minor domanda di manodopera) nonché quelli legati alla manutenzione ed alla sicurezza degli impianti e, più in generale, dell’intero sito produttivo.
Verso il futuro dell’automazione industriale
L’industria del futuro sarà, in larga parte, caratterizzata da un crescente grado di automazione, al netto delle specificità che contraddistinguono i singoli settori produttivi.
L’automazione su larga scala, però, rappresenta un obiettivo ancora piuttosto lontano, raggiungibile al termine di un percorso che, in questo delicato momento storico, appare lastricato di incognite e difficoltà. Gli attori principali del comparto industriale, dopo aver fatto i conti con gli effetti a medio e breve termine della pandemia, si ritrovano a dover fronteggiare il contraccolpo dei mutamenti geopolitici e delle tensioni internazionali, che si saldano al netto aumento dei costi di energia, materie prime e logistica. In aggiunta, la crescente attenzione – anche da parte dei governi e degli organi legislativi – verso la sostenibilità ambientale, impone all’industria moderna di adottare soluzioni in grado di ridurre i consumi energetici e materiali, nonché l’impatto complessivo sull’ambiente. Di conseguenza, sostenibilità, resilienza operativa e flessibilità sono diventati obiettivi prioritari per l’intero settore.
Quali prospettive, quindi, per il futuro? Sul breve periodo, il comparto industriale dovrà attraversare un fase di lenta e graduale trasformazione. Naturalmente, questa transizione sarà guidata da piccole e grandi aziende e dalla loro sperimentazione, volta a testare l’efficacia e la funzionalità di nuove soluzioni. Un’azienda francese, attiva nel settore della componentistica elettrica, sta sperimentando veicoli senza conducente e robot collaborativi all’interno del proprio impianto a Le Vaudreuil; si tratta della Schneider Electric, che produce soprattutto prese e componenti per uso industriale, distribuiti anche da e-commerce specializzati come Emmebistore.com.
Il ‘caso’ Schneider Electric è esemplare per diversi motivi; i retailer (fisici e digitali) sono gli ‘sbocchi’ di una rete produttiva e distributiva estremamente ampia e complessa (che conta 80 centri di distribuzione e migliaia di fornitori) che pone enormi problemi di coordinazione e organizzazione.
Di conseguenza, è facile intuire come per realtà industriali complesse e strutturate, il processo di transizione necessiti di tempo e, soprattutto, di una pianificazione sistematica. Le strategie trasformative a medio e lungo termine dovranno quindi sfruttare risorse digitali, e fondarsi su dati empirici nonché un approccio olistico funzionale al raggiungimento di obiettivi condivisi.








