Parco dell'Etna, il grido d'allarme del Wwf -
Catania
16°

Parco dell’Etna, il grido d’allarme del Wwf

Parco dell’Etna, il grido d’allarme del Wwf

La vergognosa aggressione subita, in un bosco dell’Etna, da un ciclista che si era permesso di ricordare a dei motociclisti che nel bosoco non si deve circolare con mezzi motorizzati per il Wwf Sicilia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e in un comunicato l’associazione ambientalista esprime tutta la sua preoccupazione per il parco dell’Etna.

“I boschi dell’Etna, ma anche purtroppo gran parte dei boschi insistenti nei parchi e nelle zone protette siciliani – si legge nella nota – sono devastati da mezzi di ogni genere, a due e a quattro ruote. Essi entrano nei sentieri e in pieno bosco, nonostante i divieti di legge, tracciando veri e propri solchi e distruggendo preziosi habitat naturali che caratterizzano la biodiversità del Parco dell’Etna e delle zone naturali protette. Inoltre, la presenza di rombanti motori a tutto gas produce un inquinamento acustico di grande impatto per gli animali abitanti il bosco stesso. Come più volte evidenziato e segnalato, un bene naturale così prezioso e unico come il Parco dell’Etna, giorno dopo giorno, sta diventando un grande parco divertimenti, privo di ogni regola e senza alcun governo delle azioni che in esso avvengono”.

Il Wwf evidenzia che lo stesso può dirsi per altri parchi e zone naturali formalmente protette della Sicilia. Nel comunicato, a firma del delegato Wwf per la Sicilia, Pietro Ciulla l’associazione fa appello al Governo regionale. “Sia ripristinata un’azione di contrasto all’illegalità diffusa, attraverso una ferma repressione e l’attivazione di canali di controllo che impediscano l’esercizio di pratiche vietate in qualsiasi Parco degno di tale nome. Chi dovrebbe perseguire la legalità e non lo fa diventa complice dei fuorilegge”.
Il Wwf afferma di non rassegnarsi all’idea che la Sicilia debba essere fintamente governata “per poi far posto all’ignavia, magari forse agli interessi personali o di categoria, alle mafie, al malaffare, alla stupidità frutto di una disarmante ignoranza ambientale”.
L’associazione auspica che il presidente Renato Schifani sappia dare una svolta di dignità alla Sicilia, sappia imporre la tutela e la salvaguardia del patrimonio naturale siciliano, sempre più devastato e impoverito da un’idea diffusa del fai da te e dalla mancanza di rispetto delle normative.

Potrebbero interessarti anche