A Giarre riunione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari -
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A Giarre riunione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari

A Giarre riunione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari

Nell’aula conferenza di un hotel di Giarre si è tenuta, domenica 4 dicembre, la riunione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari (F.I.T.P.) – Presidenza Comitato Regionale Sicilia.

Moderata dal presidente regionale Alfio Russo, la mattinata si è svolta alla presenza di numerosissimi gruppi folk, provenienti da ogni parte della Sicilia: il gruppo folk Vecchia Jonia di Giarre e Riposto, presieduto da Egidio Fichera, grazie al quale è stato possibile ospitare questa importante riunione sul nostro territorio; Ciauru di Sicilia (Augusta); Carusiddi e Picciriddi (Catania); la Madonnina (Messina); i Cantustrittu (Messina); Kore (Enna); Mata e Grifone (Messina); Insieme Siciliano (Messina); Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo (Roccalumera); Augusta folk (Siracusa); i Fajiddi (Enna); Trinacria Agirà; Marsala Antica.

Alfio Russo ha dato il benvenuto, dando inizio alla riunione e presentando il direttivo, costituito dallo stesso presidente del gruppo folk Voce dell’Etna di Catania; Lillo Alessandro, presidente della stessa Federazione, oltre che del gruppo folk Canterini Peloritani di Messina; Tobia Rinaldo, presidente del gruppo i Cariddi; Vincenzo Amaro, presidente del gruppo folk i Figli dell’Etna; Joe Bianchi, assessore nazionale, presidente del gruppo Cantori popolari delle Isole Eolie.

Con l’obiettivo di organizzare i vari festival per l’anno 2023, i vari rappresentanti si sono espressi circa il miglioramento della vita stessa dei gruppi folk. Oggi le tradizioni si stanno perdendo, c’è poca partecipazione da parte di giovani, ma sul palco devono essere loro i veri protagonisti per avere un collegamento importante tra passato e presente.

Abbiamo ancora bisogno delle tradizioni? Certamente, perché in un’era in cui siamo “comandati” dal cambiamento, la gente sente il bisogno di continuità, di un punto di riferimento fermo. Ed è su questo che l’intervento di Lillo si ferma: “Io sono appassionato alla mia Terra, ma il folklore è di tutti”.

Ogni città, infatti, ha un enorme varietà da scoprire: danze, musiche, religione, costumi, rituali che rappresentano e valorizzano ognuna il patrimonio culturale di quella zona. La tradizione è un complesso di memorie, sì, ma che se trasmessa da una generazione all’altra può riuscire a sopravvivere, perché “non consiste nel mantenere le ceneri, ma nel mantenere viva una fiamma!”.

Nhora Caggegi

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