Macchia di Giarre, 4 mila abitanti, è una la più popolosa frazione diventata purtroppo uno dei simboli del degrado urbano dove progressivamente sono stati soppressi svariati servizi essenziali.
A cominciare dal comando Stazione dei carabinieri, il cui edificio di viale Mediterraneo è stato dichiarato inagibile. I militari sono stati costretti a ripiegare sulla caserma di Giarre mentre il presidio di Macchia, dopo oltre 100 anni di permanenza, è stato cancellato. C’è poi la delegazione comunale di via Principe di Piemonte all’interno della quale è stata dismessa la biblioteca, un tempo punto di riferimento degli abitanti della frazione, mentre il distaccamento di polizia municipale è stato soppresso per carenza d’organico. Risultato: la frazione non ha vigili.
A Macchia, poi, c’è quel museo antropologico dell’Etna di via Emanuele Filiberto che, con estrema lungimiranza, è stato allestito all’interno di un edificio costruito sul letto del torrente Macchia. Neanche a dirlo da svariati anni la struttura museale è stata chiusa per l’inagibilità dei locali a causa delle perduranti infiltrazioni.
E ancora: la stele di San Vito, a pochi metri dalla piazza, che versa in condizioni di estremo degrado con le piante grasse sradicate dal vento lasciate in bella vista. Poco distante primeggia quel gigantesco parco comunale che si estende su una superficie di oltre 30 mila mq, i cui servizi igienici, inagibili e devastati dai vandali, rappresentano un concreto pericolo. Il parco privo di vigilanza, al pari di altre aree a verde, nel giugno scorso è stato teatro dell’ignobile furto del busto bronzeo del compianto giornalista Alfio Russo mentre la vasca artistica si presenta piena di acqua melmosa e con le pompe idriche guaste e mai manutenzionate.
Futuro tutto da decifrare poi per il micro asilo di via Russo, il cui edificio è stato cannibalizzato per effetto dei reiterati furti di arredi e impianti idrici e termici, mentre l’ex plesso Manzoni reso inagibile dal terremoto del 2002 rimaner lì, con il suo tetro prospetto, a testimoniare la carenza di progettualità.







