Il “restauro” della chiesa del Convento di Giarre diventa un giallo e si arricchisce di una nuova tragicomica puntata. Ieri mattina ricognizione tecnica congiunta nell’edificio sacro voluta dalla Prefettura di Catania.
Presenti i rappresentanti del Comune (assessore Alfio Previtera), dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Catania e della Soprintendenza (arch. Giuseppe Marano e dott. Salvatore Agostino) e il parroco del Duomo, Antonino Russo, con i propri tecnici, e non meglio precisati soggetti impegnati ad impedire la visione di quanto avveniva all’interno della chiesa a qualche giornalista scomodo.
L’ispezione nella chiesa di via Lisi rientra nel quadro degli accertamenti avviati dalla Soprintendenza sul recente intervento di maquillage dello storico edificio, fa seguito, in particolare, ad una comunicazione con la quale la Soprintendenza di Catania ha chiesto dettagliate notizie al Comune di Giarre sulla sontuosa cerimonia di riapertura del complesso monumentale di via Lisi, avvenuta il 16 febbraio scorso.
Una presa di posizione assunta in virtù di “lavori eseguiti nella chiesa, tra cui il rifacimento del portone, tinteggiatura interna, impianto di illuminazione, senza la preventiva autorizzazione della Soprintendenza. L’immobile è sottoposto a vincolo monumentale e che pertanto gli interventi dovevano essere preventivamente autorizzati, nonché eseguiti, da impresa specializzata in restauro e seguiti da un architetto”.
La Soprintendenza di Catania nella missiva indirizzata al Comune aveva assegnato “10 giorni di tempo per fornire le informazioni richieste” segnalando, in caso di mancata risposta, all’Autorità giudiziaria per i provvedimenti di competenza. L’ente comunale, per mezzo dell’Ufficio tecnico, ha riscontrato la nota nei termini assegnati, precisando che “non sono sarebbero state rinvenute richieste di autorizzazioni”.
Da qui l’urgente ricognizione di ieri, come detto, voluta dalla Prefettura di Catania (la chiesa appartiene al Fec), che è essenzialmente servita ai due funzionari della Soprintendenza di prendere visione dei lavori eseguiti nel tempi sacro, documentandoli attraverso foto e video.
Non è dato sapere con certezza se la lapide posta all’interno della chiesa sia presente e se invece, come sostenuto da qualcuno, è stata rimossa (?). In ragione dell’assenza dei rappresentanti del Fec e della dirigente della Soprintendenza, arch. Aprile, è stato deciso di proseguire il sopralluogo, con scopo accertativo, il 6 aprile prossimo.






