Giarre, Chiesa del Convento, interviene la Soprintendenza. Continua la telenovela sul "restauro" -
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Giarre, Chiesa del Convento, interviene la Soprintendenza. Continua la telenovela sul “restauro”

Giarre, Chiesa del Convento, interviene la Soprintendenza. Continua la telenovela sul “restauro”

La riapertura della storica chiesa del Convento nelle scorse settimane, dopo la sontuosa cerimonia di riapertura, è stata al centro di una querelle relativa alla direzione dei lavori innescata dal presidente dell’Ordine degli Architetti, Alessandro Amaro che si era soffermato sul ruolo svolto da un professionista qualificato da terzi come architetto, senza invece averne titolo.

Molti dubbi si sono erano poi addensati su lavori eseguiti all’interno della settecentesca chiesa di via Lisi. Il parroco del Duomo Nino Russo aveva precisato con una lunga video intervista a Gazzettinonline che gli interventi eseguiti non erano da intendersi come opere di restauro: “ci siamo limitati a ripulire solo la chiesa, sono state riparate due finestre e la porta d’ingresso”.

Affermazioni, quelle rese dal prelato di Macchia, tuttavia fortemente contrastanti con la definizione di “restauri” ben evidenziata in una lapide apposta all’interno del tempio sacro.

Ora si apprende dell’intervento della Soprintendenza che, in una comunicazione indirizzata alla Prefettura, Curia Diocesana,  sindaco e parroco del Duomo, riferisce di “avere appreso dai media di lavori eseguiti nella chiesa del Convento (rifacimento portone, tinteggiatura interna, impianto di illuminazione) senza la preventiva autorizzazione della Soprintendenza”. Chieste “notizie in merito ai lavori eseguiti, precisando che l’immobile è sottoposto a vincolo monumentale e che pertanto gli interventi dovevano essere preventivamente autorizzati nonché eseguiti da impresa specializzata in restauro e seguiti da un architetto”.

La Soprintendenza ha assegnato “10 giorni di tempo per fornire le informazioni richieste” segnalando, in caso di mancata risposta, all’Autorità giudiziaria per i provvedimenti di competenza”.

E alla scadenza dei termini il Comune per mezzo dell’Ufficio tecnico – così come si apprende da fonti qualificate – ha riscontrato la nota precisando che non sarebbero state rinvenute richieste di autorizzazioni.

Dunque, contrariamente a quanto auspicavamo la telenovela continua. Speravamo che la questione fosse chiusa. E invece…

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