Una giornata all’insegna della scoperta, della memoria e della tutela del paesaggio ha animato domenica scorsa, 11 ottobre, la Valle dell’Alcantara.
L’evento “Musica e parole sul sentiero Olgari” ha guidato i numerosi partecipanti lungo un itinerario tra gli scorci più suggestivi del territorio, fino alle imponenti formazioni di arenaria di Monte Olgari: una cresta arenitica del Flysch di Capo D’Orlando, ricca di grotte e strutture preistoriche di notevole interesse storico e archeologico.
La manifestazione ha coinciso con l’apertura del nuovo sentiero CAI, realizzato grazie alla collaborazione tra Settevoci APS, Legambiente Taormina e l’associazione Compagnia dell’Ostello, con il sostegno di “Fondazione CON IL SUD” e il patrocinio dei comuni di Mojo Alcantara, Castiglione di Sicilia e Malvagna.

L’inaugurazione si è trasformata così in un’occasione di partecipazione collettiva, capace di intrecciare il racconto della storia locale, la sensibilizzazione ambientale e la musica, valorizzando il cammino non soltanto come esperienza escursionistica, ma anche come strumento di conoscenza e cura del territorio.
Ad accompagnare una parte del percorso è stato lo storico castiglionese Enzo Patanè, che ha approfondito il tema delle origini dei dolmen e delle incisioni rupestri presenti nella valle.
Il suo intervento ha offerto ai partecipanti una chiave di lettura delle antiche testimonianze custodite nel paesaggio, mettendo in relazione i segni lasciati dall’uomo con la conformazione naturale dei luoghi e con la lunga storia delle comunità che hanno abitato l’area dell’Alcantara.
Il passaggio attraverso un territorio ancora segnato dagli incendi di quest’estate ha conferito particolare forza all’intervento del MAIA, Movimento Anti Incendio Alcantara.
Le tracce lasciate dal fuoco hanno reso immediatamente visibile la fragilità dell’ambiente e hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di una prevenzione costante. Il momento di confronto ha sottolineato quanto la difesa del patrimonio naturale dipenda dall’impegno condiviso di cittadini, associazioni e realtà locali, chiamati a collaborare per ridurre i rischi e proteggere un paesaggio di grande valore.
Alla dimensione ambientale si è affiancata quella artistica. La lettura di un intenso monologo dedicato alla natura, affidata a un attore della compagnia teatrale francavillese “Chiddi da Vina”, ha invitato il pubblico a fermarsi e ad ascoltare.
Le parole, inserite nel silenzio del paesaggio, hanno aggiunto alla giornata un momento di partecipazione e riflessione, rafforzando il legame tra l’esperienza del cammino e il valore simbolico dei luoghi attraversati.
A coronare il percorso è stato il concerto del polistrumentista e ricercatore di musica antica Giorgio Maltese, eseguito ai piedi delle suggestive formazioni rocciose.
I brani della tradizione pastorale e contadina dell’area etnea hanno restituito suoni legati alla vita rurale e alla memoria delle comunità locali, creando un dialogo ideale tra musica e paesaggio.
L’esibizione ha concluso una giornata nella quale natura, storia e cultura si sono incontrate lungo il nuovo sentiero, trasformando l’escursione in un racconto corale del territorio e in un invito concreto a conoscerlo, rispettarlo e difenderlo.
Luigi Lo Presti












